«Facile» è la parola più tradita delle Dolomiti. Sui blog significa qualunque cosa: c’è chi chiama facile un sentiero con settecento metri di dislivello e chi chiama impegnativa una passeggiata sul pianoro. Il risultato è che chi non ha esperienza parte senza sapere davvero cosa lo aspetta.
Qui abbiamo fatto il contrario: dodici itinerari brevi nelle Dolomiti Bellunesi, con tempi e classificazioni presi dagli enti che li gestiscono — il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e Veneto Agricoltura per il Cansiglio. Niente stime nostre, niente numeri arrotondati per fare scena.
Prima di tutto: cosa vuol dire davvero «facile»
In Italia le difficoltà escursionistiche seguono una scala del CAI, ed è scritta su ogni cartello. Chi la conosce non si trova mai fuori posto.
- T — Turistico. Strade, mulattiere o sentieri larghi e ben segnati, pendenze modeste, nessun problema di orientamento. È il livello di quasi tutti gli itinerari di questa lista.
- E — Escursionistico. Sentieri di montagna veri, talvolta stretti o su terreno accidentato, con tratti ripidi. Servono scarponi e passo abituato.
- EE — Per escursionisti esperti. Tracce esposte, passaggi su roccia, orientamento non banale.
- EEA — Attrezzato. Vie ferrate: kit, casco e imbrago obbligatori.
Nel Cansiglio, gestito da Veneto Agricoltura, la scala è diversa e più semplice: bassa, media, alta. L’abbiamo lasciata come la pubblicano loro.
Le dodici
| Itinerario | Zona | Durata | Difficoltà |
|---|---|---|---|
| I Cadini del Brenton | Valle del Mis | 30 min | T |
| Val Falcina | Valle del Mis | 2 h | T |
| Anello del lago della Stua | Val Canzoi, Feltrino | 4 h | T |
| La via dell’acqua Veses | Feltrino | 2 h | T |
| Trugno | sopra Norcen, Feltrino | 1 h 30 | T |
| Il sentiero dei castelli perduti | porte del Parco | 2 h | T |
| Buss del Buson | valle dell’Ardo, Belluno | 1 h 30 | — |
| L’anello dei castagni | Valbelluna | 1 h 30 | T |
| Tra campagne e Masiere | Valbelluna | 1 h | T |
| Giardino Botanico Alpino | Cansiglio | 4,1 km · 1 h | bassa |
| Casoni I Pich | Cansiglio | 4,1 km · 1 h | bassa |
| Villaggio Cimbro | Cansiglio | 5,7 km · 1 h 30 | media |
Valle del Mis: due passi dentro la roccia

1. I Cadini del Brenton. Un chilometro, mezz’ora, difficoltà T, partenza dalla Valle del Mis a 433 metri. È il percorso più breve del Parco e probabilmente il più fotografato: una quindicina di marmitte profonde scavate dal torrente Brentòn, che scende in piccole cascate, con colori e forme che sembrano lavorate a mano. Dallo stesso itinerario si raggiunge la terrazza sulla cascata della Soffia. Mezz’ora di cammino per una delle cose più belle della provincia: è il rapporto migliore che conosciamo fra fatica e risultato.
2. Val Falcina. Anello di due ore, difficoltà T. Il Parco lo descrive come «un facile sentiero ad anello dal fascino selvaggio», ed è la definizione giusta: si resta bassi, ma la valle è stretta e chiusa e dà l’impressione di essere molto più lontani da casa di quanto non si sia.
Feltrino: acqua, castelli e prati

3. L’anello del lago della Stua, in Val Canzoi. Quattro ore, difficoltà T: il Parco lo definisce «un semplice percorso attorno al Lago della Stua». È il più lungo dei dodici e resta comunque turistico, perché non ci sono pendenze serie: è una questione di gambe, non di tecnica. Il fondovalle è una faggeta submontana che a ottobre vale il viaggio da sola — ne parliamo nella guida alle Dolomiti Bellunesi in autunno.
4. La via dell’acqua Veses. Due ore, T. Il Parco la chiama «la porta del Parco», e segue il corso d’acqua: è il tipo di itinerario che funziona anche in una giornata grigia, perché il protagonista non è il panorama.
5. Trugno. Un’ora e mezza, T, «tra boschi e prati sopra Norcen». Poco frequentato, con la struttura classica del paesaggio prealpino coltivato che sfuma nel bosco.
6. Il sentiero dei castelli perduti. Due ore, T. Un itinerario di rovine e di posizioni difensive scomparse, adatto a chi ha bisogno di una storia per mettersi a camminare — e ai ragazzi, che di solito ne hanno bisogno più degli adulti.
Valbelluna: la montagna a dieci minuti da casa
7. Il Buss del Buson. Un’ora e mezza, nella valle dell’Ardo sopra Belluno. È una forra scavata nella roccia, un canyon in miniatura che quasi nessun turista conosce e che i bellunesi usano come palestra domenicale. Da qui parte anche il sentiero lungo per il Rifugio 7° Alpini, ma il Buson da solo è già una gita.
8. L’anello dei castagni. Un’ora e mezza, T. Attraversa i castagneti della fascia pedemontana, che sono un paesaggio costruito: alberi piantati e curati per generazioni, non bosco spontaneo. In ottobre è anche una raccolta, con l’avvertenza che vale ovunque in provincia — nei castagneti privati non si raccoglie senza il consenso del proprietario.
9. Tra campagne e Masiere. Un’ora, T. Le masiere sono i muretti a secco e gli accumuli di sassi tolti dai campi: qui il sentiero attraversa un pezzo di Valbelluna in cui il lavoro agricolo ha disegnato tutto quello che si vede. È il percorso più corto per capire perché questo fondovalle non somiglia a nessun altro.
Cansiglio: il pianoro dove non si sale mai

Il Cansiglio è l’altopiano più adatto in assoluto a chi non vuole dislivello: si arriva in auto a quota, e da lì si cammina in piano dentro la faggeta che la Serenissima coltivava per i remi delle galee. Veneto Agricoltura pubblica i percorsi con chilometraggio e tempi calcolati a quattro chilometri all’ora.
10. Il percorso del Giardino Botanico Alpino. 4,1 chilometri, un’ora, difficoltà bassa, partenza dalla zona dell’Archeton. È l’anello introduttivo: bosco, radure e il giardino botanico.
11. Il percorso Casoni I Pich. 4,1 chilometri, un’ora, difficoltà bassa, partenza dall’hangar del Cansiglio. Stessa lunghezza, ambiente diverso: i casoni sono i ricoveri pastorali dell’altopiano.
12. Il percorso del Villaggio Cimbro. 5,7 chilometri, un’ora e mezza, difficoltà media, sempre dall’hangar. Porta ai villaggi dei cimbri, la minoranza di lingua germanica arrivata qui nel Settecento per lavorare il legno: case in blockbau, tetti bassi, un mondo che sta scomparendo e che si attraversa a piedi in un pomeriggio.
Chi vuole di più, sull’altopiano, ha il percorso Le Code (6,7 km, 1 ora e 45, difficoltà media) e l’Anello del Cansiglio (13,4 km, 3 ore e 15, difficoltà alta).
E se dodici sono poche

Il sentiero natura della Val Pramper, in Val di Zoldo, dura due ore e mezza ed è classificato E: è il gradino successivo, quello che serve per capire se le gambe reggono un sentiero di montagna vero. Da fare dopo tre o quattro dei dodici qui sopra, non prima.
Alle porte del Parco ci sono poi due mezz’ore che valgono per chi ha bambini piccolissimi o poco tempo: «Di terra e d’amore», dedicato a Cesare Dalfreddo, e «La biodiversità coltivata», che il Parco descrive come «il Jurassic Park delle mele» — un frutteto di varietà antiche recuperate.
I Cadini del Brenton: le regole da conoscere
È l’unico dei dodici con un accesso regolato, e vale la pena arrivarci preparati.
- Nel periodo di apertura c’è un punto informativo con biglietto. L’ultimo importo pubblicato dal Parco è di 2 euro, con ingresso gratuito per i residenti dei 15 Comuni del Parco, per i minori di 12 anni, per gli over 65 e per le persone con disabilità. Alcune fonti riportano una tariffa più alta per il 2026 e il calendario aggiornato non è pubblicato sul sito del Parco nel momento in cui scriviamo: verificate prima di partire. Fuori dagli orari del punto informativo l’accesso è libero.
- Vietato fare il bagno nelle marmitte e vietato sdraiarsi sui bordi.
- Si resta sui sentieri segnati, i cani vanno tenuti al guinzaglio, non si raccolgono fiori e piante.
- Il parcheggio è in fondo al lago del Mis, in località La Soffia, vicino al ponte. I posti sono pochi: nei fine settimana d’estate conviene arrivare presto.
La Valle del Mis è raccontata per intero nella nostra guida al Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi.
Con i bambini, con il cane, con poco fiato
Con i bambini. I quattro percorsi da un’ora o meno — Cadini del Brenton, Tra campagne e Masiere, «Di terra e d’amore», «La biodiversità coltivata» — funzionano anche con i piccolissimi. Dai sei-sette anni in su si aggiungono i percorsi del Cansiglio, che sono in piano e su fondo largo: passano anche i passeggini robusti, sui tratti principali.
Con il cane. Tutti gli itinerari qui elencati si fanno con il cane al guinzaglio. Nel Parco Nazionale il guinzaglio non è un consiglio ma una regola, e ha una ragione precisa: qui vivono camosci, caprioli e cervi, e un cane libero li fa scappare consumando energie che d’inverno possono costare la vita.
Con poco fiato. Il criterio giusto non è la lunghezza, è il dislivello. Un anello di quattro chilometri in piano al Cansiglio è più facile di un chilometro in salita. Se non siete allenati, partite dall’altopiano.
Quando andare
Gli itinerari di fondovalle e di media montagna sono praticabili gran parte dell’anno, ma tre precisazioni cambiano la giornata.
Primavera. Da aprile a giugno è il momento migliore per il Feltrino e per la Valbelluna: prati fioriti, acqua abbondante nei torrenti, temperature giuste. In quota c’è ancora neve, ma questi percorsi non ci arrivano.
Estate. Nelle valli strette si sta al fresco anche in agosto; sull’altopiano del Cansiglio, che ha l’inversione termica, si sta bene sempre. Il problema estivo non è il caldo ma il parcheggio.
Autunno. È la stagione migliore di tutte, per i colori e per il silenzio. Attenzione però alle giornate corte: nei fondovalle stretti il sole sparisce dietro le creste molto prima dell’orario teorico di tramonto.
Inverno. I percorsi bassi restano quasi sempre percorribili, con i ramponcini nello zaino se ha gelato. Sul Cansiglio, con la neve, gli stessi anelli diventano percorsi da ciaspole.
Cosa mettere nello zaino
- Scarpe con suola scolpita. Non servono scarponi alti per la maggior parte di questi percorsi, ma le scarpe da città sui sassi bagnati sono il modo più veloce per rovinarsi la giornata.
- Acqua: un litro a testa, perché lungo il percorso quasi mai si trova.
- Un guscio antipioggia leggero. In montagna il tempo cambia anche a quattrocento metri di quota.
- Il telefono carico, sapendo che il segnale nelle valli strette non c’è.
- Un sacchetto per i rifiuti. Anche per le bucce.
Domande frequenti
Serve una guida?
No, sono tutti percorsi segnati e classificati T. Una guida cambia però quello che si vede: le guide ufficiali del Parco Nazionale sono quelle della Cooperativa Mazarol.
Si possono fare in giornata da Venezia o da Treviso?
Sì. Il Cansiglio e la Valbelluna sono a poco più di un’ora da Treviso; la Valle del Mis e il Feltrino a un’ora e mezza abbondante da Venezia. Sono le gite di un giorno più sottovalutate del Veneto.
Quale scegliere se ho una sola giornata?
Valle del Mis: Cadini del Brenton più cascata della Soffia al mattino, Val Falcina nel pomeriggio. È la combinazione che dà di più con meno fatica, e sta tutta dentro il Parco Nazionale.
Sono adatti in caso di pioggia?
I percorsi d’acqua — Cadini del Brenton, via dell’acqua Veses, Buss del Buson — sono più belli con il tempo umido, ma la roccia bagnata è scivolosa e i torrenti in piena vanno rispettati. Dopo un temporale forte, meglio rimandare.
Ci sono percorsi accessibili con carrozzina o passeggino?
I percorsi del Cansiglio, su fondo largo e in piano, sono i più adatti nei tratti principali. Per gli itinerari del Parco conviene chiedere al Parco stesso, perché la percorribilità cambia con la manutenzione e con la stagione.
Il vantaggio di partire dal basso

C’è un pregiudizio da smontare, e riguarda proprio le Dolomiti: che il bello stia in alto. Nelle Dolomiti Bellunesi non è così. Le forre, le marmitte, le faggete secolari, i villaggi cimbri, i castagneti, le masiere: tutto questo sta fra i quattrocento e i mille metri, si raggiunge in mezz’ora di cammino e non compare quasi mai nelle fotografie che circolano.
Chi comincia da qui non si accontenta di meno. Comincia dalla parte che quasi nessuno guarda — e poi, se vuole, sale.
Continua a scoprire
- Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi: cosa vedere e come visitarlo
- Dormire in rifugio: come funziona davvero
- Le Dolomiti Bellunesi in autunno
- I laghi delle Dolomiti Bellunesi
- Le Alte Vie delle Dolomiti: quale scegliere
Immagine di copertina: un sentiero nel bosco del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. Foto: Zenone Sovilla, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.
Se dopo le camminate facili viene voglia di alzare l’asticella, la guida alle attività sportive nelle Dolomiti Bellunesi spiega dove si passa dal sentiero alla ferrata, al trail, allo scialpinismo.

