Il Passo Giau è una delle salite più amate e fotografate delle Dolomiti, oltre che uno dei banchi di prova preferiti dagli appassionati di ciclismo su strada che visitano il Bellunese.
Scheda tecnica
- Partenza: Cortina d’Ampezzo
- Arrivo: Passo Giau (2.236 m)
- Lunghezza: 15,9 km
- Dislivello: 1.071 m
- Pendenza media: 6,7% (punte 11,5%)
- Fondo: asfalto
- Difficoltà: molto impegnativa
Da Cortina d’Ampezzo la strada sale con pendenze regolari fino a Pocol, poi affronta un breve tratto in falsopiano prima di inerpicarsi con decisione tra i tornanti fino al valico, a 2.236 metri di quota. Il panorama che si apre lungo la salita è tra i più spettacolari delle Dolomiti: le pareti del Nuvolau, le Cinque Torri e, alle spalle, la Marmolada fanno da corona a ogni pedalata. In vetta, il Rifugio Passo Giau è il premio ideale per un caffè o un piatto di canederli prima della discesa. Chi cerca una variante più tranquilla può salire dal versante di Selva di Cadore, leggermente più dolce nella parte centrale.
Lo sapevi?
Il Passo Giau è stato più volte teatro di tappe memorabili del Giro d’Italia: nel 2021 Egan Bernal vi consolidò la maglia rosa che lo avrebbe portato alla vittoria finale, mentre negli anni la salita ha incoronato scalatori come Ivan Basso e Vincenzo Nibali.
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Perché si chiama Giau? L’origine del nome non è così scontata come sembra: la raccontiamo, insieme a quella degli altri valichi dolomitici, nella pagina Perché i passi delle Dolomiti si chiamano così.
Il Giau è una delle salite classiche del ciclismo dolomitico. Le altre, e tutto il resto dello sport nelle Dolomiti Bellunesi, sono nella guida generale.

