Passo Duran in bicicletta

Meno conosciuto delle grandi classiche dolomitiche, il Passo Duran è la salita ideale per chi cerca pendenze serie e un traffico quasi assente, immersi nella natura selvaggia dell’Agordino.

Scheda tecnica

  • Partenza: Agordo
  • Arrivo: Passo Duran (1.605 m)
  • Lunghezza: 12,1 km
  • Dislivello: 994 m
  • Pendenza media: 8,2% (punte 15,2%)
  • Fondo: asfalto (SP347)
  • Difficoltà: impegnativa

Da Agordo la strada provinciale 347 si inerpica decisa verso il Duran, con un susseguirsi di rampe che non concedono quasi mai tregua: la pendenza media dell’8,2% nasconde tratti ben oltre il 15%, in particolare nei tornanti che precedono il valico. Il paesaggio si fa via via più selvaggio, tra boschi di abete rosso e le pareti del gruppo del Duranno e della Moiazza, fino ad affacciarsi, in vetta, sulla Val di Zoldo e sul gruppo del Civetta. È una salita perfetta per chi ama pedalare in tranquillità, lontano dal traffico turistico dei passi più celebri.

Lo sapevi?

Il Passo Duran è la via più diretta tra l’Agordino e la Val di Zoldo ed è stato per secoli un’importante via di collegamento commerciale; ancora oggi conserva un fascino autentico, poco addomesticato dal turismo di massa.

Da dove viene il nome Duran? Forse da un torrente. Le ipotesi e i loro limiti sono raccolti nella pagina Perché i passi delle Dolomiti si chiamano così.

Il Duran è la porta dell’Agordino in bicicletta. La stessa valle, vista da chi cammina o scia, è nella guida allo sport nelle Dolomiti Bellunesi.