Tradizioni Dolomitiche

La leggendaria Gusela del Vescovà, l’ago di pietra che veglia su Belluno

Alpinisti, streghe, cacciatori dannati e perfino l’Arca di Noè: la storia e le leggende della Gusela del Vescovà, la guglia della Schiara che veglia su Belluno.
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Tre eventi da non perdere nelle Dolomiti Bellunesi dal 4 al 13 settembre 2026

Settembre nelle Dolomiti Bellunesi è il mese in cui la montagna fa i conti con l’estate appena finita: si scende...
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Made in Dolomiti 2026 a Belluno: sapori, artigianato e tradizioni in Piazza dei Martiri

Domenica 13 settembre 2026 Piazza dei Martiri ospita la settima edizione di Made in Dolomiti: mostra mercato, stand delle Pro Loco, sfilata, degustazioni e visite guidate. Sabato 12 l’anteprima Cicchetti in Piazza con i ristoratori del centro storico.
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Se Desmonteghea 2026 a Falcade: la grande festa del ritorno dagli alpeggi

Dal 25 al 27 settembre 2026 Falcade celebra la 22ª Se Desmonteghea: mandrie bardate che attraversano il centro, oltre 100 espositori, cucina di malga, gruppi folk e cultura ladina della Val Biois. L'edizione è dedicata ai Carnevali delle valli.
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Fèŝta de ra Bàndes 2026: Cortina diventa l’anima di un paese in festa

La 48ª Fèŝta de ra Bàndes trasforma Cortina d’Ampezzo in un paese che suona: oltre 25 bande e gruppi folkloristici, concerti ogni sera in Conchiglia e, domenica 30 agosto, la grande sfilata lungo Corso Italia seguita dal Concertone. Musica, costumi e tradizione ampezzana.
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Passo Falzarego: perché si chiama così? Non il «falso re», ma la falce

Tutti sanno che Falzarego significa «falso re». Le fonti dicono un’altra cosa: alla base del nome ampezzano El Fouzàrgo ci sarebbe fòuze, «falce». Etimologia e leggenda, tenute separate.
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Passo Giau: perché si chiama così? La storia nascosta nel nome

Quattro lettere e duemila anni. Il nome del Passo Giau non ricorda un santo né una famiglia: dice semplicemente che cos'è il luogo. Dal latino iŭgum alle forme ladine giou e giau, la storia di un valico che è stato passaggio, pascolo e confine conteso.
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Passo Staulanza: perché si chiama così? La storia degli stavoli dello Zoldano

Il nome Staulanza viene da «stavolo», la dimora stagionale d'alta quota che permetteva di vivere e lavorare sui pascoli per una parte dell'anno. La Treccani lo documenta e cita esplicitamente il passo: dietro un valico oggi percorso da automobili e biciclette sopravvive la memoria della montagna del lavoro.
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La transumanza in Valbelluna

🐑 Nelle Dolomiti Bellunesi un rito antico che parla di natura, lavoro e memoria Ogni anno, tra la fine della...
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Pastìn e polenta: cos’è il pastìn bellunese e come si cucina

Il pastìn (o pastìm) è una pietanza tipica della provincia di Belluno: un impasto di carne fresca di maiale e...
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