Fèŝta de ra Bàndes 2026: Cortina diventa l’anima di un paese in festa

In apertura: la Fèŝta de ra Bàndes nell’edizione 2024. Foto: Corpo Musicale di Cortina d’Ampezzo, pubblicata su gentile concessione.

Per qualche giorno, a Cortina, il suono delle Dolomiti non arriva dai boschi né dal vento sulle cenge. Arriva da trombe, clarinetti, tromboni, tube e tamburi, e rimbalza fra le facciate di Corso Italia come se le montagne stessero ad ascoltare.

E domenica, lungo il corso, non sfilerà una banda. Sfilerà un paese.

È la 48ª Fèŝta de ra Bàndes, la manifestazione che il Corpo Musicale di Cortina d’Ampezzo organizza da quasi mezzo secolo e che i suoi stessi promotori riassumono in una frase diventata il motto ufficiale della festa: «l’anima di un paese in festa».

Una festa che è già cominciata

Chi arriva a Cortina in questi giorni la trova già in corso. Il concerto di apertura si è tenuto domenica 23 agosto alle 20.45 sotto la Conchiglia di Piazza Angelo Dibona, con il Corpo Musicale di casa. Da lunedì 24 a sabato 29 si alternano ogni sera le bande ospiti, sempre alle 20.45 e sempre in Conchiglia.

Il momento che tutti aspettano, però, è domenica 30 agosto: la Grande Sfilata Folcloristica lungo Corso Italia alle 14.00, e subito dopo il Concertone in Piazza Roma, con tutte le bande riunite sotto un’unica direzione.

Fèŝta de ra Bàndes 2026 — in breve

  • Dove: Cortina d’Ampezzo
  • Edizione: 48ª
  • Stagione completa: 5 luglio – 6 settembre 2026
  • Settimana principale: 23–30 agosto
  • Concerti delle bande ospiti: 24–29 agosto, ore 20.45, Conchiglia «Osvaldo Majoni», Piazza Angelo Dibona
  • Grande Sfilata: domenica 30 agosto, ore 14.00, Corso Italia
  • Concertone: domenica 30 agosto, ore 15.15, Piazza Roma
  • Sfilata di chiusura: domenica 30 agosto, ore 19.30
  • Appuntamento conclusivo: domenica 6 settembre, ore 11.00, Baìta Son Zuogo
  • Partecipanti: oltre 25 bande e gruppi folkloristici italiani e stranieri
  • Ingresso: libero, senza prenotazione
Giovani musicisti in abito tradizionale ampezzano sfilano alla Fèŝta de ra Bàndes
La sfilata durante l’edizione 2024. Foto: Corpo Musicale di Cortina d’Ampezzo, pubblicata su gentile concessione.

Il programma della Fèŝta de ra Bàndes 2026

Il dépliant ufficiale della 48ª edizione elenca 24 formazioni fra bande, gruppi folkloristici e complessi ospiti; gli organizzatori parlano di «oltre 25 bande e gruppi provenienti dall’Italia e dall’estero». Ecco gli appuntamenti principali.

  • Domenica 23 agosto — ore 20.45, concerto di apertura del Corpo Musicale di Cortina d’Ampezzo.
  • Lunedì 24 — ore 20.45, Oalinga Feirschtamusik (Valdaora, BZ).
  • Martedì 25 — ore 20.45, Musikkapelle Innichen (San Candido, BZ).
  • Mercoledì 26 — ore 20.45, Filarmonica di Belluno 1867.
  • Giovedì 27 — ore 18.00 Ra Filodramatica d’Anpezo con lo spettacolo «Fico!»; ore 20.45 Mujiga San Ciascian (San Cassiano, BZ).
  • Venerdì 28 — ore 18.00 la Young Band di Cortina; ore 20.45 l’Orchestra Fiati Francesco Venezze – Banda Città di Rovigo.
  • Sabato 29 — è «Il TOP della Fèŝta de ra Bàndes», dodicesima edizione: ore 11.00 Böhmische Val Badia, ore 19.00 Trio Denis Novato (Lubiana, Slovenia), ore 20.30 Blackout Band (Bolzano).
  • Domenica 30 — la giornata grande, qui sotto nel dettaglio.
  • Domenica 6 settembre — ore 11.00, concertino alla Baìta Son Zuogo: non fa parte del programma ufficiale della Fèŝta, ma chiude comunque idealmente l’estate musicale ampezzana.

Tutti i concerti serali si tengono alla Conchiglia «Osvaldo Majoni», in Piazza Angelo Dibona. Il portale locale Cortina Delicious segnala inoltre, per sabato 29 alle 12.30, una piccola esibizione bandistica della Banda Gialla di Montefiorino sulla terrazza panoramica del Rifugio Averau, a 2.416 metri, raggiungibile con la seggiovia da Passo Giau o a piedi dallo Scoiattoli: l’appuntamento non compare nel dépliant ufficiale, quindi conviene verificarlo con gli organizzatori prima di salire.

Domenica 30 agosto: Cortina sfila lungo Corso Italia

La domenica comincia prestissimo. Alle 8.00 il Corpo Musicale attraversa Corso Italia per la sveglia in musica: è forse il momento più bello dell’intera settimana, un paese ancora mezzo addormentato e una banda che passa sotto le finestre. Alle 9.30 la Santa Messa in Basilica Minore, accompagnata dalla banda.

Dalle 10.45 Cortina si accende su più palchi contemporaneamente: il Complesso Bandistico Montefiorino – La Banda Gialla in Piazza Pittori Fratelli Ghedina, la Banda Musicale G. Puccini – Città di Cave al palco dell’Hotel Royal, la Bürgerkapelle Bruneck in Conchiglia, la Banda Castel Condino e Cimego al palco del Municipio. Alle 11.45 i Rujni Muzikanti da Trieste.

Gli ottoni di una banda sfilano in Corso Italia a Cortina d’Ampezzo
Gli ottoni lungo il corso, edizione 2024. Foto: Corpo Musicale di Cortina d’Ampezzo, pubblicata su gentile concessione.

Poi, alle 14.00, tutto converge su Corso Italia. La Grande Sfilata Folcloristica non è una parata di musicisti: è il paese che si mette in fila. Passano le bande con le loro uniformi e i loro stendardi, i gruppi folkloristici, le associazioni, i volontari che hanno montato i palchi e che a fine giornata li smonteranno. Passano gli abiti tradizionali tirati fuori dagli armadi una volta l’anno, i mazzi di fiori di campo, gli strumenti lucidati per l’occasione.

Alle 15.30 e alle 16.15 gli Sbandieratori di San Gemini danno spettacolo in Piazza dei Giochi Olimpici e in Piazza Pittori Fratelli Ghedina. Nel pomeriggio si alternano ancora il Corpo Bandistico di Caldonazzo, la Banda Civica Lagorai, la Banda della Compagnia Carnevalesca Ongia di Muggia, la Musega Auta Fascia di Canazei, il Corpo Musicale Comunale di Sedico e la Banda da Fodom. Alle 19.30 la sfilata di chiusura riporta tutti lungo il corso, e la festa si congeda.

Il Concertone: quando le bande diventano una sola

Alle 15.15, in Piazza Roma, succede la cosa che dà senso a tutto il resto. Le bande che per una settimana si sono alternate una alla volta sul palco si riuniscono in un unico organico e suonano insieme, sotto un’unica direzione. È il Concertone.

Centinaia di musicisti che fino a un’ora prima erano ospiti gli uni degli altri diventano, per il tempo di qualche brano, una formazione sola. Chi c’è stato racconta che il momento in cui parte il primo accordo è difficile da dimenticare: non per la perfezione dell’esecuzione, che con quei numeri sarebbe chiedere troppo, ma per il fatto in sé che stia accadendo.

Il Concertone finale sotto la Conchiglia di Piazza Angelo Dibona a Cortina
Le bande riunite sotto la Conchiglia durante l’edizione 2023. Foto: Corpo Musicale di Cortina d’Ampezzo, pubblicata su gentile concessione.

Perché la Fèŝta de ra Bàndes è «l’anima di un paese in festa»

Il motto non è uno slogan promozionale trovato a tavolino: è il modo in cui il Corpo Musicale descrive la propria festa, e resiste alla verifica dei fatti.

Cortina è conosciuta nel mondo per altre immagini: le piste, gli alberghi, le vetrine del corso, i grandi appuntamenti internazionali. Sono immagini vere, ma raccontano una Cortina che si mostra. La Fèŝta de ra Bàndes racconta l’altra: quella che si organizza. Il paese che monta i palchi, che ospita a casa propria i musicisti arrivati da fuori, che tira fuori dall’armadio l’abito della bisnonna, che manda i figli nella Young Band, che alle otto di mattina di domenica è già in strada.

È un meccanismo che tiene insieme associazioni, volontari, famiglie, gruppi sportivi e culturali. Nessuno di questi pezzi, da solo, farebbe una festa. Messi insieme fanno esattamente quello che dice il motto.

Il Corpo Musicale di Cortina, dal 1861

La festa ha 48 edizioni; la banda che la organizza ne ha molte di più. Il Corpo Musicale di Cortina d’Ampezzo nasce nel 1861, quando — scrive la sua stessa storia ufficiale — «ad una piccola fanfara già esistente in Ampezzo venne data una maggiore consistenza numerica», insieme a una sede, un regolamento e un nome. Dietro l’iniziativa c’è una trentina di appassionati guidati da Andrea Constantini, detto «Dea Zima», maestro elementare e organista, che fonda anche una scuola di musica.

Lo stendardo storico del Corpo Musicale di Cortina d’Ampezzo con la data 1861
Lo stendardo con la data di fondazione, edizione 2024. Foto: Corpo Musicale di Cortina d’Ampezzo, pubblicata su gentile concessione.

Da lì in avanti la vicenda della banda somiglia molto a quella del paese. Nel 1883 va a Vienna per un grande raduno folkloristico. Nel 1909 è a Innsbruck per le celebrazioni di Andreas Hofer e viene premiata come miglior gruppo a pari merito fra 167 formazioni. La Grande Guerra la scioglie del tutto — il direttore parte, i musicisti pure — e bisogna aspettare il 1919 perché venga ricostituita.

Oggi conta 62 musicisti e circa 150 servizi all’anno: messe, cerimonie civili, appuntamenti sportivi. Nel 2011, per i 150 anni, il compositore olandese Jacob de Haan ha scritto per lei Queen of the Dolomites.

Osvaldo Majoni, l’uomo che ha inventato la festa

C’è un nome che tiene insieme quasi tutto quello che oggi vediamo in Corso Italia. Osvaldo Majoni, detto «Boto» (1944–2023), è stato presidente del Corpo Musicale per oltre trent’anni, dalla fine degli anni Settanta, e socio per sessanta.

È lui che, insieme al direttore Renato Sartor, fa adottare alla banda l’abito tradizionale ampezzano copiato da modelli della metà del Settecento, al posto della divisa. Ed è sempre in quegli anni che nasce la Fèŝta de ra Bàndes — «un po’ in sordina», dice la storia ufficiale, prima di diventare «la più grande festa del paese». Majoni è anche fra i promotori della Conchiglia.

La Conchiglia — il palcoscenico della festa

Il padiglione a forma di conchiglia di Piazza Angelo Dibona nasce nel 1984 su progetto dell’architetto Bernhard Lösch, per risolvere quello che la banda chiamava «l’annoso problema dei concerti all’aperto». Da allora è il palco naturale della Fèŝta: ogni concerto serale si tiene lì.

Nel 2024, dopo quarant’anni di servizio, è stata completamente ristrutturata a spese di Cortinabanca per i 130 anni dell’istituto e riaperta il 25 luglio. Pochi giorni dopo è stata intitolata a Osvaldo Majoni, scomparso l’anno precedente. Oggi il programma ufficiale la indica così: Conchiglia «Osvaldo Majoni».

L’interno della Conchiglia di Piazza Angelo Dibona con le bande durante un concerto
La Conchiglia durante l’edizione 2023. Foto: Corpo Musicale di Cortina d’Ampezzo, pubblicata su gentile concessione.

Gli abiti: non è un dirndl, è il costume ampezzano

Chi guarda la sfilata da turista tende a mettere tutto sotto un’unica etichetta: costume tirolese, dirndl. È un errore, e in Ampezzo si nota.

Cortina ha una propria tradizione vestimentaria, documentata dal Museo Etnografico delle Regole d’Ampezzo, con nomi propri in lingua locale. Il ciameşòto è la gonna arricciata di pesante stoffa nera cucita a un corpetto senza maniche; il palegrèn è il grembiule di seta colorata. Le varianti hanno ciascuna il suo nome e la sua occasione: ra magnes è l’abito da cerimonia, con la giacca nera dalle maniche arricciate e ornate di raso; ra varnaza è quello di primavera ed estate; ra jàida quello invernale; a ra vecia è il più antico, e risale alla fine del Settecento.

Dettaglio di uno scialle frangiato del costume ampezzano sopra una tuba
Un dettaglio del costume ampezzano durante l’edizione 2024. Foto: Corpo Musicale di Cortina d’Ampezzo, pubblicata su gentile concessione.

Il museo aggiunge un’osservazione che vale la pena riportare: in questi abiti si legge «una comunità alpina legata alla tradizione, ma anche aperta alle influenze della moda cittadina». Le piume di struzzo e il tulle ricamato a mano dell’abito da cerimonia arrivano dalla moda urbana del primo Novecento. Non è un costume congelato: è un abito che ha continuato a vivere. E che, come ricorda l’Union de i Ladis de Anpezo, molte donne ampezzane indossano ancora.

Il nome della festa è già una lezione di lingua

Fèŝta de ra Bàndes non è italiano e non è tedesco: è la parlata locale, l’ampezzano. In italiano si rende con «Festa delle Bande», ma la forma originale conserva il suo articolo, ra, che in italiano non esiste.

Una piccola avvertenza pratica per chi cerca la manifestazione online: la grafia oscilla. Il dépliant ufficiale della 48ª edizione scrive Fèŝta de ra Bàndes, con gli accenti e la ŝ; il menu del sito del Corpo Musicale scrive Fešta de ra Bandes; sui portali turistici si trova spesso Festa de ra Bandes, senza segni. Sono la stessa festa.

Musicisti del Corpo Musicale di Cortina in abito ampezzano con la fascia dell’associazione
Musicisti con la fascia del Corpo Musicale, edizione 2024. Foto: Corpo Musicale di Cortina d’Ampezzo, pubblicata su gentile concessione.

Se domenica siete da queste parti

Corso Italia alle 14.00, e poi Piazza Roma alle 15.15. Non serve un biglietto, non serve prenotare, non serve sapere niente di musica bandistica.

Serve solo essere lì quando passano — perché è una di quelle cose che una fotografia non restituisce. Il volume di una banda che ti passa accanto a tre metri, in una strada stretta fra le case, è un’esperienza fisica prima che musicale. E dopo la ventesima banda si capisce perché a Cortina questa settimana la aspettano tutto l’anno.

La sfilata della Fèŝta de ra Bàndes lungo le vie di Cortina d’Ampezzo
La sfilata lungo il centro di Cortina, edizione 2024. Foto: Corpo Musicale di Cortina d’Ampezzo, pubblicata su gentile concessione.

Fonti

Nota

Le fotografie che accompagnano questo articolo appartengono ad edizioni precedenti della Fèŝta de ra Bàndes (2023 e 2024) e sono pubblicate su gentile concessione del Corpo Musicale di Cortina d’Ampezzo. Aggiorneremo questa pagina dopo il 30 agosto con immagini e numeri della 48ª edizione. Ultima revisione: 26 agosto 2026.

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