Le Dolomiti sono roccia, ma senza l’acqua non ci sarebbero né quella roccia né quel colore. I laghi della provincia di Belluno sono molto diversi fra loro: alcuni sono piccoli occhi glaciali in quota, uno è nato in una notte sola dopo una catastrofe, e la maggior parte dei più grandi sono invasi artificiali degli anni Cinquanta e Sessanta, sotto i quali dormono paesi sommersi. Qui sotto dieci laghi per cui vale davvero la pena mettersi in viaggio – con i dati, gli accessi e, dove serve, un avvertimento onesto.
In breve
- I più celebri: Misurina e Sorapis
- I più grandi: Santa Croce (Alpago) e Centro Cadore
- I migliori per il bagno: Santa Croce, Corlo, Mis
- Solo a piedi: Sorapis e Coldai
- Stagione: giugno-settembre per i laghi d’alta quota, maggio-ottobre per quelli di fondovalle
1. Lago di Misurina – lo specchio delle Tre Cime

A 1.754 m, in comune di Auronzo di Cadore, Misurina è il più grande lago naturale del Cadore e probabilmente lo specchio d’acqua più fotografato delle Dolomiti. Ha appena 2,6 km di perimetro e circa 5 metri di profondità, ma la sua forza è la cornice: i Cadini di Misurina a est, le Tre Cime di Lavaredo a nord e il gruppo del Sorapiss a sud. In una mattina senza vento il riflesso dei Cadini sull’acqua è esattamente ciò per cui la gente arriva fin qui.
Misurina ha anche una sua pagina nella storia dello sport: durante i Giochi Olimpici invernali di Cortina d’Ampezzo del 1956 ospitò le gare di pattinaggio di velocità, su una pista ricavata nel ghiaccio del lago. Poco distante lavora l’Istituto Pio XII, unico centro italiano per la cura dell’asma infantile: non è folklore, ma la conseguenza del microclima locale, secco e privo di pollini.
Attenzione: il lago sta perdendo acqua
Dal 2022 la sponda sud di Misurina ha una perdita e il livello si è abbassato in modo visibile. L’intervento da circa 70.000 euro eseguito nel 2022 non è bastato; oggi il Comune parla di lavori da 1-2 milioni di euro, ma al momento in cui scriviamo (agosto 2026) non sono ancora partiti, mancano circa due metri d’acqua e compaiono alghe. Il noleggio delle barche resta a volte sospeso. Il lago fa ancora la sua figura, ma se arrivi per la cartolina metti in conto una linea di riva arretrata.
Come arrivare: SR48 da Cortina attraverso il Passo Tre Croci, oppure da Auronzo di Cadore. Parcheggi a pagamento lungo il lago. Da qui parte anche la strada a pedaggio per il Rifugio Auronzo, sotto le Tre Cime: in alta stagione viene chiusa quando i parcheggi sono pieni.
2. Lago di Sorapis – il turchese che va conquistato

Sta a 1.923 m, in una conca sotto le pareti del Sorapiss, e ha un colore in cui è difficile credere: il turchese lattiginoso viene dalla farina di roccia calcarea sospesa nell’acqua di fusione di neve e ghiaccio. Ci si arriva per il sentiero CAI 215 dal Passo Tre Croci (1.803 m): circa 6 km di andata, all’incirca 250 metri di dislivello netto (ma con parecchi saliscendi) e circa 2 ore di cammino. Il percorso è classificato EE – per escursionisti esperti: ci sono cenge strette a picco, attrezzate con corde e scalette. Non è una passeggiata per tutti.
Attenzione: è il lago più sovraccarico delle Dolomiti
Nell’agosto 2025 si sono contati circa 3.000 passaggi al giorno, e nel giugno 2026 il flusso era del 20% superiore all’anno prima. La balneazione è vietata, così come entrare in acqua con attrezzature tipo SUP; il territorio è pattugliato dai guardaparco delle Regole d’Ampezzo e dai carabinieri forestali. Rifugisti e amministratori chiedono un tetto agli ingressi o dei tornelli, ma a oggi nessun numero chiuso è in vigore: resta una proposta. Se puoi, vieni fuori da luglio e agosto, oppure molto presto al mattino.
Sul lago: il Rifugio Vandelli. Si torna per la stessa via oppure ad anello per i sentieri 213 e 217, più lunghi e altrettanto impegnativi.
3. Lago di Santa Croce – vento, vele e spiaggia in Alpago

Il secondo lago del Veneto per estensione sta in Alpago, a 386 m, e contiene circa 120 milioni di metri cubi d’acqua. È naturale, ma negli anni Trenta è stato ampliato da una diga; lo alimenta un canale dal Piave e ne esce il torrente Rai.
Il suo punto di forza è il vento. Nel pomeriggio soffia un termico regolare da sud verso nord, con intensità di 5-10 m/s, rinforzato dall’effetto Venturi nella strettoia della Val Lapisina: un fenomeno simile a quello del Garda. Per questo Santa Croce è uno dei riferimenti italiani per windsurf, kitesurf e vela. Attorno al lago corre una ciclopedonale di circa 17 km e sulla sponda sud c’è la spiaggia della Baia delle Sirene.
Come arrivare: uscita Belluno dell’autostrada A27, poi pochi chilometri. È il lago più accessibile dell’elenco – e l’unico dove si può passare un’intera giornata da spiaggia.
4. Lago di Alleghe – il lago nato in una notte

Nella notte dell’11 gennaio 1771 dal Monte Piz si staccò un’enorme frana che sbarrò il torrente Cordevole e in pochi giorni formò il lago. La catastrofe uccise 49 persone e il 1° maggio dello stesso anno un secondo distacco ne uccise altre tre; il villaggio di Riete fu spazzato via, Marin e Fusine parzialmente sepolti, e Peron, Soracordevole, Sommariva, Costa e Torre finirono sott’acqua. 208 persone rimasero senza casa. Il lago allora era lungo circa 4 km e profondo 55 metri.
Oggi è il cuore del paese di Alleghe, con il riflesso della Civetta nell’acqua e il giro a piedi lungo la riva. D’inverno, quando gela, diventa una pista di pattinaggio. Vale la pena ricordarne la storia: è uno dei pochi paesaggi dolomitici di cui sappiamo esattamente in quale notte è nato.
5. Lago del Mis e i Cadini del Brenton

La diga di Sospirolo fu completata nel 1962: una cupola in calcestruzzo alta 91 metri che trattiene l’acqua a quota 426,9 m, formando un lago di 1,29 km² e fino a 88 metri di profondità. Il prezzo fu alto: la valle venne allagata, gli abitanti se ne andarono e del paese sommerso di Gena Bassa è stata ricostruita solo la chiesa, che oggi sta sulla riva.
Tutto il lago è dentro il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. A pochi minuti a piedi dalla strada ci sono i Cadini del Brenton, una sequenza di marmitte dei giganti scavate dal torrente nel calcare, con un’acqua di un turchese quasi irreale. È uno dei sentieri più brevi e più spettacolari della provincia, adatto anche alle famiglie.
6. Lago di Centro Cadore – il fiordo più lungo del Cadore

L’invaso creato negli anni Cinquanta dalla diga di Sottocastello (la cosiddetta diga di Pieve di Cadore) si distende fra Calalzo, Domegge e Lozzo di Cadore. Ha 2,39 km² di superficie, 108,3 m di profondità e un volume di 67,5 milioni di m³: terzo della regione. Il livello è regolato da Enel, quindi le isolette a volte sono isole e a volte penisole.
Tutto attorno corrono sentieri e passerelle panoramiche, e da Calalzo parte la Lunga Via delle Dolomiti, la ciclabile sul vecchio sedime della Ferrovia delle Dolomiti che passa per Cortina e arriva a Dobbiaco. Il connubio bici-lago qui è il più naturale di tutte le Dolomiti Bellunesi.
7. Lago del Corlo – il Feltrino sull’acqua

Nel comune di Arsiè, sul torrente Cismon, la diga fu completata nel 1953 (i lavori erano partiti nel 1951). Il lago misura 2,45 km² e arriva a 68 metri di profondità, e la sua storia è fra le più dure della provincia: furono sommerse quattro frazioni – Giuliat, Carrer, Caballau e Chiesa – e di circa tremila abitanti duemilacinquecento dovettero emigrare. Della vecchia chiesa di Rocca resta il campanile.
Oggi è un posto tranquillo, con spiaggia, pedalò e punti panoramici, poco conosciuto perfino dagli italiani di fuori regione. Ottima base se dormi dalle parti di Feltre.
8. Lago della Stua in Val Canzoi

La diga sul torrente Caorame fu costruita fra il 1952 e il 1953, in comune di Cesiomaggiore. Il lago sta interamente dentro il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, circondato dal gruppo dolomitico del Cimonega e dalle Vette Feltrine. Lo specchio turchese fra i versanti boscosi è la porta d’ingresso al parco più frequentata dal versante di Feltre.
Da qui partono i sentieri per i Piani Eterni, uno degli altipiani più selvaggi delle Dolomiti Bellunesi, con circa 1.100 metri di dislivello. La riva del lago, però, si presta benissimo a una passeggiata tranquilla senza ambizioni di quota.
9. Lago Coldai – lo smeraldo sotto la parete della Civetta

A 2.143 m, appena sopra il Rifugio Coldai (2.132 m), sta un piccolo occhio glaciale proprio sotto la parete verticale della Civetta, quella che gli alpinisti chiamano “la parete delle pareti”. Si parte da Palafavera (1.507 m) per i sentieri 564 e 556: circa 625 metri di dislivello e all’incirca quattro ore fra andata e ritorno.
Il lago è sul percorso dell’Alta Via n. 1, quindi ci passa chiunque affronti la traversata dolomitica classica. L’acqua resta gelida anche ad agosto; la vista sul Pelmo dalla forcella soprastante ripaga la salita.
10. Lago di Fedaia – il ghiaccio sopra l’acqua

A 2.057 m, sotto la parete nord della Marmolada e ciò che resta del suo ghiacciaio, il lago di Fedaia è un invaso artificiale che sta esattamente sul confine fra la provincia di Belluno e il Trentino. Ci si arriva dalla strada da Caprile, una delle salite ciclistiche più dure d’Italia, oppure dal versante di Canazei.
È il paesaggio più severo dei dieci: poco verde, molta roccia e ghiaccio, vento quasi sempre. Attorno al lago corre un sentiero facile, e dalla diga si vede quanto il ghiacciaio si sia ritirato negli ultimi decenni: è uno dei pochi posti in cui il cambiamento climatico si vede a occhio nudo.
Quando andare
I laghi d’alta quota – Sorapis, Coldai, Fedaia – sono accessibili all’incirca da fine giugno a fine settembre; prima c’è neve sui sentieri e i nevai sui traversi ripidi possono essere pericolosi. I laghi di fondovalle – Santa Croce, Corlo, Mis, Centro Cadore, Stua, Alleghe – sono accessibili da maggio a ottobre, e alcuni anche d’inverno.
La luce migliore per fotografare è il primo mattino: l’acqua è immobile e su Misurina e Alleghe compaiono i riflessi che dopo le nove svaniscono con il primo vento.
Regole da tenere a mente
- Balneazione: vietata al Sorapis; consentita e diffusa a Santa Croce, Corlo e Mis. Negli invasi artificiali il livello può cambiare nel giro di un’ora: non allontanarti dalla riva.
- Droni: nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e sui terreni delle Regole d’Ampezzo valgono limitazioni; verifica prima di far decollare.
- Bivacco e tenda: vietati sulle rive dei laghi d’alta quota.
- Rifiuti: al Sorapis non ci sono cestini. Tutto quello che porti su, lo riporti giù.
Domande frequenti
Qual è il lago più bello delle Dolomiti?
Il più fotogenico è il Sorapis, ma richiede due ore di cammino su terreno per escursionisti esperti. Se cerchi la vista senza fatica, Misurina. Se vuoi passare un’intera giornata sull’acqua, Santa Croce.
Si può fare il bagno nei laghi delle Dolomiti?
In alcuni sì: Santa Croce ha una spiaggia attrezzata, al Corlo e al Mis il bagno è diffuso. Al Sorapis è vietato. Nei laghi d’alta quota l’acqua supera raramente i 10 gradi anche ad agosto.
Il lago di Braies è nelle Dolomiti Bellunesi?
No. Il Lago di Braies è in provincia di Bolzano, in Alto Adige, a circa un’ora da Misurina. Viene spesso confuso con i laghi bellunesi perché appartiene alla stessa catena montuosa.
Come si raggiungono questi laghi senza auto?
Santa Croce, Centro Cadore e Alleghe sono raggiungibili con gli autobus Dolomitibus; per Misurina d’estate ci sono corse da Cortina e da Auronzo. A Sorapis, Coldai e Stua si arriva a piedi dalla fermata o dal parcheggio più vicino.
Fonti
- Wikipedia (voci: Lago di Misurina, Lago di Alleghe, Lago di Santa Croce, Lago del Mis, Lago di Centro Cadore, Lago del Corlo, Lago della Stua)
- Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi – Val Canzoi e Cadini del Brenton
- Il Dolomiti, agosto 2026 – livello dell’acqua del Lago di Misurina
- Corriere delle Alpi, luglio 2026 – overtourism al Lago di Sorapis
- Dolomiti Review – dati dei sentieri CAI 215 e 564/556
- Fotografie: Wikimedia Commons, licenze CC BY-SA 4.0 e CC BY 3.0, autori indicati nelle didascalie.
Questi specchi d’acqua si distribuiscono su valli molto diverse: per orientarti fra i territori, parti dalla guida alle montagne bellunesi.

