Dolomiti Bellunesi: 15 luoghi da vedere almeno una volta

Viaggiare nelle Dolomiti Bellunesi

15 luoghi delle Dolomiti Bellunesi da scoprire oltre Cortina e le Tre Cime

Le Dolomiti Bellunesi non sono solo Cortina d’Ampezzo e le Tre Cime di Lavaredo.

Dietro le mete più fotografate si estende un territorio molto più ampio — sei zone diverse, dall’Alpago al Cadore, passando per il Feltrino e l’Agordino — dove i panorami sono altrettanto spettacolari e le strade, spesso, molto più tranquille.

Questa guida raccoglie 15 luoghi verificati, uno per zona o poco più, pensati per chi vuole organizzare un viaggio nelle Dolomiti Bellunesi senza limitarsi ai soliti nomi.

Ogni tappa indica la zona di riferimento, la distanza indicativa da Belluno o dal centro più vicino e il periodo migliore per visitarla.

Le distanze in auto sono indicative: verificale sempre con un navigatore prima di partire.

Che cosa sono le Dolomiti Bellunesi

Le Dolomiti Bellunesi sono la parte delle Dolomiti che ricade nella provincia di Belluno, in Veneto: la piu estesa fra le province dolomitiche e l’unica interamente montana. Non sono un singolo gruppo montuoso, ma un insieme di valli, massicci e comunita che va dall’Alpago al Comelico e dal Feltrino al Cadore.

Qui si trovano l’Antelao, il Pelmo, la Civetta, le Marmarole, il Sorapiss e la Schiara, il versante veneto della Marmolada e le Tre Cime di Lavaredo. Ed e qui che si trova l’unico parco nazionale interamente veneto: il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi.

In breve

Dove: provincia di Belluno, Veneto nord-orientale, al confine con Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Austria.

Estensione: circa 3.610 km quadrati e 60 comuni, tutti montani.

Regioni storiche: nove — Agordino, Alpago, Ampezzano, Cadore, Comelico, Feltrino, Livinallongo e Colle, Valbelluna, Val di Zoldo.

Punto piu alto: la Marmolada, sul confine con il Trentino, in comune di Rocca Pietore.

Vetta piu alta interamente bellunese: l’Antelao, 3.264 metri, chiamato il re delle Dolomiti.

Parco nazionale: circa 31.000 ettari distribuiti su 15 comuni.

UNESCO: le Dolomiti sono Patrimonio dell’Umanita dal 26 giugno 2009.

Quando andare: da giugno a settembre per laghi ed escursioni, ottobre per il foliage e il bramito, da dicembre a marzo per lo sci.

Come arrivare: autostrada A27 fino a Belluno, ferrovia da Padova e Venezia verso Belluno e Calalzo, aeroporti di Venezia e Treviso.

Perche Dolomiti Bellunesi non e un sinonimo di Dolomiti

Nell’immaginario comune le Dolomiti coincidono con quattro o cinque nomi: Cortina, le Tre Cime, la Val Gardena, l’Alta Badia. Ma la maggior parte di questi luoghi sta in Alto Adige o in Trentino, mentre la provincia di Belluno ne custodisce la porzione piu ampia e, in proporzione, la meno frequentata.

La differenza non e solo amministrativa. Le Dolomiti Bellunesi hanno meno caroselli sciistici e piu aree protette, valli dove si lavora tutto l’anno e non solo nelle due stagioni turistiche, e una densita di visitatori molto diversa a poche decine di chilometri di distanza. E la ragione per cui si puo ancora scegliere dove andare evitando la folla.

Sono inoltre le stesse montagne, ma con una storia geologica che vale la pena conoscere prima di camminarci: come si sono formate le Dolomiti Bellunesi, da barriera corallina tropicale a patrimonio mondiale.

I gruppi montuosi e le montagne simbolo

Antelao (3.264 m), il piu alto interamente bellunese, sopra San Vito e Pieve di Cadore. Marmolada, sul confine trentino, con il versante di Rocca Pietore e il Passo Fedaia. Civetta (3.220 m), la cui parete nord-ovest e una delle pareti storiche dell’alpinismo. Pelmo (3.168 m), il Caregon del Padreterno, fra Zoldo e il Boite.

Sorapiss e Marmarole chiudono il Cadore a nord; le Tre Cime di Lavaredo stanno sul confine con l’Alto Adige, sopra Auronzo; le Pale di San Martino si affacciano sulla Valle del Biois. Piu a sud la Schiara (2.565 m) domina Belluno con la Gusela del Vescova e ospita il Rifugio 7° Alpini.

Otto delle nove Alte Vie delle Dolomiti attraversano questa provincia, e i laghi delle Dolomiti Bellunesi ne raccontano il versante piu accessibile.

01 — Alpago

Alpago: laghi, foreste e borghi tra Belluno e il Friuli

L’Alpago è la porta orientale delle Dolomiti Bellunesi, a pochi chilometri da Belluno verso il confine con il Friuli. È la zona più adatta a chi cerca acqua, foreste antiche e un ritmo di vacanza lento.

Lago di Santa Croce, Alpago

Lago di Santa Croce

Con circa 7,2 km² di superficie a 386 metri di quota, il Lago di Santa Croce è il secondo lago del Veneto per estensione e uno dei punti di riferimento in Italia per windsurf, kitesurf e vela, grazie a un vento termico regolare (l’“Ora”) soprattutto tra aprile e settembre.

Il lago è circondato da un percorso ciclo-pedonale di circa 17 km che tocca i borghi di Farra d’Alpago, Puos d’Alpago e Santa Croce del Lago; sulla sponda sud si trova l’area Baia delle Sirene, punto di sosta classico per una pausa in riva all’acqua.

Foresta del Cansiglio

Altopiano condiviso tra le province di Belluno, Treviso e Pordenone, il Cansiglio è una foresta di faggi gestita fin dal 1548 dalla Repubblica di Venezia, che vi ricavava il legname per i remi delle galee.

Oggi ospita il Museo dell’Uomo in Cansiglio “Anna Vieceli”, il Giardino Botanico Alpino “Giangio Lorenzoni” e diversi rifugi.

È meta classica in autunno per assistere al bramito dei cervi, ha circa 10 km di piste da fondo in inverno, ed è percorribile a piedi o in bici nelle altre stagioni. Il villaggio di Tambre, a circa 15 km da Belluno, è la porta d’accesso più comoda all’altopiano e ospita una piccola area sciistica.

Chies d’Alpago

Piccolo comune ai piedi della catena Teverone-Cavallo, al confine con il Friuli, buona base per escursioni a piedi, in mountain bike o a cavallo. Ospita il Museo di Storia Naturale dell’Alpago e diversi nuclei abitati con chiese storiche; nei dintorni si trovano i resti del castello medievale di Lamosano.

È anche territorio dell’Agnello dell’Alpago, presidio riconosciuto a livello Slow Food.

02 — Sinistra Piave

Sinistra Piave: borghi e strade di montagna vicino a Belluno

La Sinistra Piave, il versante sinistro della Valbelluna, è la zona più vicina alla città di Belluno e la meno esplorata dai visitatori: borghi rinascimentali e una strada di montagna tra le più sorprendenti d’Italia, a pochi minuti dal capoluogo.

Mel, Borgo Valbelluna – Sinistra Piave

Mel (Borgo Valbelluna)

Mel è il centro storico più prezioso di Borgo Valbelluna, riconosciuto tra I Borghi più Belli d’Italia e Bandiera Arancione del Touring Club dal 2017.

Il cuore del paese è Piazza Papa Luciani, piazza porticata circondata da palazzi storici: Palazzo Zorzi, il Palazzo delle Contesse e la duecentesca Casa Barbuio. È a circa 14 km da Belluno, 15-20 minuti d’auto.

Passo San Boldo e la Strada dei Cento Giorni

Una delle strade di montagna più spettacolari d’Italia: cinque tunnel scavati nella roccia, con tornanti al loro interno, che permettono alla carreggiata di guadagnare quota su un fronte molto ripido, collegando Trichiana a Tovena, in provincia di Treviso.

Iniziata nel 1914 dall’ingegnere Giuseppe Carpanè, fu completata dall’esercito austro-ungarico tra febbraio e giugno 1918 per il passaggio dell’artiglieria — da qui il nome.

Oggi è percorribile in auto, moto e bicicletta; nei tunnel il transito è a senso unico alternato, con limite di altezza che esclude bus e camper di grandi dimensioni. Verifica sempre lo stato della strada prima di partire, soprattutto in inverno.

Sei territori, un solo viaggio

“Le Dolomiti Bellunesi cambiano volto a ogni valle: acqua, boschi, borghi, arte e montagne.”

03 — Feltrino

Feltrino: borghi murati, parchi e sapori di montagna

Il Feltrino, attorno alla città di Feltre, unisce arte, natura protetta e prodotti tipici, con un ritmo diverso rispetto alle valli più alpine.

Feltre, il centro storico

Il nucleo antico di Feltre sorge sul Colle delle Capre ed è ancora racchiuso dalle mura difensive, con tre porte principali.

Piazza Maggiore conserva il Castello di Alboino, fontane “lombardesche” e palazzi nobiliari. Distrutta nel 1509 durante la Guerra della Lega di Cambrai, Feltre fu ricostruita dalla Repubblica di Venezia dando origine all’impianto rinascimentale attuale, con facciate affrescate e portici.

Nel centro si trovano anche il Museo Civico, la Galleria d’Arte Moderna Carlo Rizzarda e il Museo Diocesano. È a circa 30 km da Belluno, 30-35 minuti d’auto.

Castello di Feltre, Feltrino

Piani Eterni, Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi

Vasto altopiano erboso d’alta quota all’interno della Riserva Naturale Statale Piani Eterni-Errera-Val Falcina, circondato da pareti calcaree e dominato dal Monte Pizzocco. Si raggiunge con escursioni guidate del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi che partono dalla Val Canzoi, con circa 1.100 metri di dislivello: è un percorso impegnativo, non adatto a chi cerca una passeggiata breve. L’accesso alla Val Canzoi, da Cesiomaggiore, è a circa 10-15 km da Feltre.

Lamon

Piccolo comune ai piedi del Monte Coppolo, noto soprattutto per il Fagiolo di Lamon della Vallata Bellunese, legume IGP tutelato da un consorzio dedicato.

Il Monte Coppolo ha sentieri di accesso da “Le Ej” e dal Passo Brocon. È a circa 20 km da Feltre, 25-30 minuti d’auto.

Ne abbiamo già raccontato la vita di paese in un altro articolo del blog.

Sempre nel Feltrino, il Passo Croce d’Aune è un altro luogo che unisce paesaggio e storia: qui, nel 1927, un contrattempo di gara diede a Tullio Campagnolo l’intuizione dello sgancio rapido, una delle invenzioni più importanti nella storia del ciclismo mondiale. Scopri la storia di Tullio Campagnolo e Croce d’Aune.

04 — Valle del Biois

Valle del Biois (Agordino): sci, arte e storia tra le Pale di San Martino

La Valle del Biois, nell’Agordino, guarda alle Pale di San Martino più che alle Dolomiti “classiche”: due paesi la raccontano bene, uno legato allo sci e all’arte, l’altro alla storia recente della Chiesa.

Paesaggio vicino a Lamon, Valle del Biois

Falcade

Paese di montagna ai piedi del gruppo del Focobon, propaggine delle Pale di San Martino, collegato agli impianti di Passo San Pellegrino e Passo Valles. D’estate è base per escursioni verso le Pale e il gruppo Focobon-San Pellegrino-Valles. Falcade ha dato i natali allo scultore Augusto Murer: lo Studio-Museo a lui dedicato, in località Molino, raccoglie sculture e disegni dal 1941 al 1985.

Canale d’Agordo

Paese natale di Albino Luciani, Papa Giovanni Paolo I, nato qui il 17 ottobre 1912. Il museo MUSAL, in un palazzo cinquecentesco restaurato su Piazza Papa Luciani, ripercorre la sua vita su quattro piani; separatamente è visitabile anche la casa natale, in via Rividella, aperta al pubblico dal 2019. È a circa 10-20 minuti d’auto da Agordo.

05 — Val di Zoldo

Val di Zoldo: tra Pelmo e Civetta, la valle del gelato

La Val di Zoldo si stringe tra due dei massicci più riconoscibili delle Dolomiti Bellunesi — il Pelmo e la Civetta — ed è anche la valle da cui è partita la tradizione dei gelatieri italiani in Europa.

Zoldo Alto e Palafavera

L’area sciistica di Pecol fa parte dello Ski Civetta, che collega Zoldo, Alleghe, Selva di Cadore e Palafavera in un comprensorio più ampio ai piedi della Civetta. Palafavera è un ampio pianoro a 1.514 metri, punto di partenza per escursioni come il giro ad anello di Palafavera o la salita, più impegnativa, al Rifugio Coldai e al relativo lago. Sul vicino Monte Pelmetto si trovano inoltre le uniche impronte di dinosauro documentate delle Dolomiti Bellunesi.

Val di Zoldo di notte

Forno di Zoldo

Il nome deriva dagli antichi forni fusori che producevano chiodi per la Repubblica di Venezia, storia raccontata nel Palazzo del Capitaniato. La valle è storicamente legata al gelato artigianale: le prime testimonianze scritte di produzione risalgono al 1873, e nel dopoguerra molti gelatieri zoldani emigrarono in Europa, fondando nel 1969 a Francoforte l’associazione Uniteis. Una parte della collezione storica dei gelatieri zoldani è oggi visibile al Museo del Gelato Carpigiani di Bologna; verifica sempre in loco eventuali esposizioni temporanee dedicate a Forno di Zoldo prima di programmare la visita.

06 — Valle del Boite

Valle del Boite: oltre Cortina, verso il Cadore autentico

Scendendo da Cortina d’Ampezzo lungo la Valle del Boite si incontrano paesi molto più tranquilli, con la stessa vista sulle Dolomiti e un’atmosfera completamente diversa.

Forno di Zoldo, Valle del Boite

San Vito di Cadore

A circa 15 minuti da Cortina lungo la SS51, San Vito di Cadore si trova ai piedi del Monte Antelao — la seconda vetta più alta delle Dolomiti dopo la Marmolada, spesso chiamato “il re delle Dolomiti” — con vista anche su Pelmo e Marcora. Il piccolo lago di Mosigo è un punto fotografico noto per i riflessi delle montagne, ed è stato location della serie RAI “Un passo dal cielo”. È presentato dagli operatori turistici come alternativa più tranquilla a Cortina, orientata a escursionismo e arrampicata.

Borca di Cadore e la Corte di Cadore

Tra la fine degli anni ’50 e il 1962, il presidente ENI Enrico Mattei incaricò l’architetto Edoardo Gellner di realizzare un villaggio vacanze per i dipendenti ENI ai piedi del Monte Antelao: circa 270-280 villette, due alberghi, una grande colonia per bambini e la chiesa di Nostra Signora del Cadore, alla cui progettazione collaborò anche Carlo Scarpa. Dal 2014 il sito è oggetto di un percorso di recupero culturale, mentre una parte del complesso opera oggi come struttura ricettiva. Verifica gli orari di apertura e le modalità di visita prima di andare, perché parte del villaggio è ancora in restauro.

Cibiana di Cadore, il paese dei murales

Dal luglio 1980 gli abitanti di Cibiana di Cadore, su iniziativa della Pro Loco e con artisti come Vico Calabrò, Aldo De Vidal e Giuliano De Rocco, hanno trasformato le facciate delle case in un racconto a cielo aperto di mestieri, vita quotidiana e leggende di montagna: oggi sono più di 50, distribuiti tra le frazioni di Pianezze, Cibiana di Sotto e Masariè lungo un percorso segnalato a piedi. È a circa 25 minuti da Cortina, passando per la Forcella Cibiana.

Il cuore meno raccontato

Le Dolomiti Bellunesi oltre le Tre Cime

Le sei zone del viaggio qui sopra non esauriscono la provincia. Restano tre territori che portano il peso storico delle Dolomiti Bellunesi e che quasi nessuna guida racconta per intero.

Agordino

La valle del Cordevole, da Agordo fino alla Marmolada. Ad Alleghe il lago non e naturale: si formo nel 1771 quando una frana staccatasi dal Monte Piz sbarro il torrente e sommerse alcuni villaggi. Sopra il paese si alza la Civetta, e piu a nord si sale al Passo Fedaia e al versante veneto della Marmolada. E anche la valle delle miniere: la Valle Imperina ha estratto rame per secoli. Vedi tutti i contenuti sull’Agordino.

Cadore

Il bacino alto del Piave, attorno a Pieve di Cadore, dove nacque Tiziano Vecellio e dove si puo visitare la sua casa natale. Il Lago di Centro Cadore, Auronzo e Misurina sono le porte d’accesso alle Tre Cime, e da qui si vedono Antelao e Marmarole da vicino. E il territorio che ha dato all’Italia l’industria dell’occhialeria. Vedi tutti i contenuti sul Cadore.

Comelico

La valle piu settentrionale della provincia, al confine con l’Austria, la meno battuta di tutte. La Val Visdende e una conca di pascoli e abetaie fra le piu integre delle Alpi orientali; il Monte Peralba, ai suoi piedi, e la montagna da cui nasce il Piave. Il Comelico conserva una parlata ladina propria e un’architettura in legno riconoscibile, con i tabia allineati sui pendii. Vedi tutti i contenuti sul Comelico.

A tavola questi territori si riconoscono subito: dal pastin con la polenta ai formaggi di malga, la cucina cambia di valle in valle.

Un viaggio che cambia con le stagioni

Laghi ed escursioni rendono l’estate il periodo più immediato per esplorare molte di queste zone. L’autunno porta foliage e bramito dei cervi in Cansiglio, mentre l’inverno valorizza le aree sciistiche di Zoldo e Falcade.

Molti borghi e paesi — come Mel, Feltre, Cibiana e Canale d’Agordo — si prestano invece a una visita durante tutto l’anno.

Informazioni utili

Domande frequenti sulle Dolomiti Bellunesi

Qual è il periodo migliore per visitare le Dolomiti Bellunesi?

Dipende dalla zona e dall’attività: l’estate (giugno-settembre) è ideale per laghi ed escursioni, l’autunno per il foliage e il bramito dei cervi in Cansiglio, l’inverno per lo sci a Zoldo e Falcade. Molti dei borghi e dei paesi si visitano bene tutto l’anno.

Questi luoghi sono adatti anche in gita di un giorno da Belluno?

Sì, quasi tutti: le distanze indicate in questo articolo, con l’eccezione della Valle del Boite, sono percorribili in auto in 20-50 minuti dal capoluogo.

Come ci si sposta tra queste zone senza auto?

Il trasporto pubblico nelle valli minori è limitato e non copre tutte le tappe di questo articolo in modo pratico: per un itinerario su più territori in un giorno solo, l’auto resta la soluzione più affidabile. Verifica gli orari delle corriere extraurbane Dolomitibus se viaggi senza auto.

Vale comunque la pena visitare Cortina e le Tre Cime?

Sì: restano tappe iconiche delle Dolomiti. Questo articolo non le sostituisce, ma propone alternative altrettanto autentiche per chi ha più giorni a disposizione o vuole evitare la folla nei mesi di punta.

Che cosa sono esattamente le Dolomiti Bellunesi?

Sono la parte delle Dolomiti compresa nella provincia di Belluno, in Veneto: circa 3.610 km quadrati e 60 comuni, tutti montani. Non sono un singolo gruppo, ma un insieme di valli e massicci che comprende Antelao, Pelmo, Civetta, Marmarole, Sorapiss, Schiara, il versante veneto della Marmolada e le Tre Cime di Lavaredo.

Che differenza c’e fra Dolomiti e Dolomiti Bellunesi?

Le Dolomiti si estendono su cinque province: Belluno, Bolzano, Trento, Pordenone e Udine. Le Dolomiti Bellunesi sono la porzione veneta, la piu ampia, e in proporzione la meno frequentata: meno caroselli sciistici, piu aree protette e valli abitate tutto l’anno.

Qual e la montagna piu alta delle Dolomiti Bellunesi?

Il punto piu elevato e sulla Marmolada, al confine con il Trentino, in comune di Rocca Pietore. La vetta piu alta interamente in provincia di Belluno e invece l’Antelao, 3.264 metri, che per la sua mole viene chiamato il re delle Dolomiti.

Le Dolomiti Bellunesi sono patrimonio UNESCO?

Si. Le Dolomiti sono state iscritte nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO il 26 giugno 2009, come bene naturale, per il loro valore paesaggistico e geologico. Il riconoscimento riguarda nove sistemi montuosi distribuiti fra le cinque province dolomitiche.

Quali valli comprendono le Dolomiti Bellunesi?

La provincia si divide in nove regioni storico-geografiche: Agordino, Alpago, Ampezzano, Cadore, Comelico, Feltrino, Livinallongo e Colle, Valbelluna e Val di Zoldo. A queste si affiancano la Valle del Boite, la Valle del Biois e la Sinistra Piave.

Come si arriva nelle Dolomiti Bellunesi?

In auto con l’autostrada A27 fino a Belluno e poi lungo le statali di valle. In treno con la linea da Padova e Venezia verso Belluno e Calalzo-Pieve di Cadore. Gli aeroporti piu vicini sono Venezia e Treviso. Nelle valli minori il trasporto pubblico e limitato: per un itinerario su piu territori l’auto resta la soluzione piu affidabile.

Continua a esplorare

Se cerchi altri spunti per evitare la folla, leggi anche la nostra guida ai luoghi meno affollati delle Dolomiti Bellunesi, oppure esplora i contenuti dedicati a ciascun territorio: Alpago, Sinistra Piave, Feltrino, Valle del Biois, Val di Zoldo e Valle del Boite.

Nota: distanze, accessibilità, condizioni delle strade, sentieri e servizi possono cambiare. Prima di partire verifica sempre le informazioni aggiornate.

Credits fotografici: Le immagini pubblicate in questo articolo provengono da diverse fonti istituzionali, turistiche ed editoriali.

Fonti fotografiche: Fondazione DMO Dolomiti Bellunesi – Visit Dolomiti Bellunesi; Comune di Borgo Valbelluna; Latitudes / Latitudeslife.com.

Lago di Santa Croce, Alpago: foto di Roberto De Pellegrin, fonte Latitudes.

Per le immagini tratte da Visit Dolomiti Bellunesi, ove disponibile, il credito del singolo fotografo è quello indicato dalla Fondazione DMO Dolomiti Bellunesi nella relativa scheda fotografica.

Per le immagini provenienti dal portale istituzionale del Comune di Borgo Valbelluna, fonte: Comune di Borgo Valbelluna.

Tutti i diritti delle immagini appartengono ai rispettivi autori e/o titolari. Per eventuali integrazioni o correzioni dei crediti fotografici è possibile contattare la redazione.

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