Maurilio De Zolt è il fondista italiano soprannominato «il Grillo». Nato il 25 settembre 1950 a San Pietro di Cadore, nel Comelico, è diventato uno dei più grandi interpreti italiani dello sci di fondo grazie a una carriera straordinariamente lunga, cominciata tardi e chiusa ai massimi livelli oltre i quarant’anni. Tra i suoi risultati più celebri figurano l’oro mondiale nella 50 km di Oberstdorf 1987 e l’oro olimpico nella staffetta 4×10 km di Lillehammer 1994, conquistato a 43 anni: nessun fondista più anziano di lui ha mai vinto un titolo olimpico.
Maurilio De Zolt in breve
- Nato: 25 settembre 1950 a San Pietro di Cadore, frazione di Presenaio
- Territorio: Comelico, provincia di Belluno
- Disciplina: sci di fondo
- Specialità: 50 km e staffetta 4×10 km
- Soprannome: «il Grillo», per la corporatura minuta e la falcata saltellante in salita
- Gruppo sportivo: Vigili del Fuoco
- Medaglie olimpiche: 1 oro e 2 argenti
- Medaglie mondiali: 1 oro, 3 argenti, 2 bronzi
- Altri titoli: 19 titoli italiani, 4 vittorie alla Marcialonga
- Ultima stagione ai massimi livelli: 1994, chiusa con l’oro olimpico di Lillehammer
Dal Comelico alla nazionale: una carriera cominciata tardi
Fisico minuto, tecnica considerata poco ortodossa, nessun passaggio dalle grandi squadre giovanili: nulla lasciava prevedere che il ragazzo di Presenaio sarebbe diventato una delle figure più riconoscibili dello sci di fondo italiano. Gli inizi sono quelli di un atleta che si allena nel tempo che avanza: due anni di lavoro in segheria, gli allenamenti nei ritagli di tempo e nei fine settimana, la prima gara alla Coppa Casera Razzo chiusa al quarto posto fra gli juniores.
Dopo il servizio militare nei Vigili del Fuoco, iniziato nel 1970, e una parentesi da operaio a Belluno grazie al diploma di meccanico, il rientro stabile nel Corpo gli permette finalmente di allenarsi con continuità. È il passaggio decisivo: il gruppo sportivo dei Vigili del Fuoco resterà la sua casa per tutta la carriera e per trent’anni di servizio.
La federazione, però, lo giudica troppo avanti con l’età per la nazionale maggiore e lo dirotta nella cosiddetta «squadra P», quella dei probabili. A credere in lui sono soprattutto il primo allenatore Stelio Busin e in seguito Dario D’Incal. La svolta arriva nel 1977, quando ai campionati italiani di Capracotta domina la 50 km e si prende il posto in nazionale a 27 anni compiuti.
Da lì comincia una longevità agonistica che nel fondo non ha precedenti: entra in nazionale a 27 anni e ne esce a 44, restando competitivo sulle distanze lunghe per quasi vent’anni. Le sue armi sono il passo saltellante in salita, esaltato dall’arrivo della tecnica di pattinaggio a metà anni Ottanta, e una tenuta mentale che gli permette di reggere il ritmo di avversari più alti e più potenti come Mieto, Svan e Wassberg. Nelle staffette diventa l’uomo delle frazioni d’apertura: parte, tiene il contatto e consegna la squadra ai compagni nelle condizioni migliori.
Maurilio De Zolt: il medagliere olimpico e mondiale
| Anno | Gara | Competizione | Medaglia |
|---|---|---|---|
| 1985 | 15 km | Campionati mondiali, Seefeld | Bronzo |
| 1985 | 50 km | Campionati mondiali, Seefeld | Argento |
| 1985 | Staffetta 4×10 km | Campionati mondiali, Seefeld | Argento |
| 1987 | 50 km | Campionati mondiali, Oberstdorf | Oro |
| 1988 | 50 km | Giochi olimpici invernali, Calgary | Argento |
| 1991 | 50 km | Campionati mondiali, Val di Fiemme | Bronzo |
| 1992 | 50 km | Giochi olimpici invernali, Albertville | Argento |
| 1993 | Staffetta 4×10 km | Campionati mondiali, Falun | Argento |
| 1994 | Staffetta 4×10 km | Giochi olimpici invernali, Lillehammer | Oro |
In totale tre medaglie olimpiche (un oro e due argenti) e sei medaglie iridate (un oro, tre argenti e due bronzi). A livello nazionale ha vinto 19 titoli italiani: quattro sui 15 km, cinque sui 30 km e dieci sulla 50 km, la distanza che più di ogni altra ne ha definito il profilo. Alla Marcialonga, la granfondo delle valli di Fiemme e Fassa, si è imposto quattro volte, nel 1986, 1987, 1991 e 1992: è tuttora il record di vittorie della corsa, condiviso con il norvegese Jørgen Aukland.

Oberstdorf 1987 e Lillehammer 1994
Sono le due gare attorno a cui ruota tutta la carriera del Grillo. A Oberstdorf 1987 arriva il titolo iridato nella 50 km a tecnica libera: è la prima e unica maglia di campione del mondo individuale, il riconoscimento pieno di un atleta che fino a quel momento aveva collezionato piazzamenti e medaglie d’argento. È anche la conferma che la tecnica di pattinaggio, appena entrata nel programma dei grandi appuntamenti, è il terreno ideale per la sua falcata.
A Lillehammer 1994, in Norvegia, arriva invece la gara entrata nella memoria collettiva italiana. De Zolt corre la prima frazione della staffetta 4×10 km e consegna il cambio a una decina di secondi dai battistrada, mettendo la squadra nelle condizioni di giocarsi tutto: l’Italia batterà la Norvegia padrona di casa in una delle volate più celebri della storia dello sci di fondo. Lui ha 43 anni e diventa il fondista più anziano ad aver conquistato un oro olimpico. Nel 2006, alla cerimonia di apertura dei Giochi di Torino, tornerà in scena proprio con i compagni di quella staffetta.
Un atleta poliedrico
La montagna, per De Zolt, non è mai stata solo sci. La corsa in salita e la bicicletta hanno accompagnato per decenni la sua preparazione e poi la sua vita da ex atleta, con una capacità di adattamento che ha attraversato discipline diverse.
Il confronto più noto è quello con Francesco Moser. Nel luglio 2013, all’interno della manifestazione «Il Piave tra sfida e memoria», i due si sono affrontati in una cronoscalata da Sappada alle sorgenti del Piave, circa nove chilometri al 6% di pendenza media: quella volta a spuntarla è stato il ciclista trentino. Una rivincita, perché una ventina d’anni prima — è lo stesso De Zolt a raccontarlo alla vigilia della sfida — era stato il fondista a battere Moser sullo Stelvio. «Vinsi perché ero più preparato e perché ci sfidammo in montagna», la sua spiegazione: terreno suo, non di un passista.
Il legame con il Comelico
Il Comelico è la valle più settentrionale della provincia di Belluno, un fondovalle stretto fra i boschi e i confini con Cadore, Pusteria e Carnia. È lì, a Presenaio di San Pietro di Cadore, che De Zolt è nato e ha sempre continuato a vivere, anche negli anni in cui le gare lo portavano in giro per il mondo.
Il carattere che lo ha reso popolare — la testardaggine di chi non molla, l’abitudine a fare da sé, una certa ruvidezza mai ostentata — è lo stesso di un territorio che non ha mai avuto scorciatoie. È questo, più delle medaglie, ad aver reso De Zolt un personaggio riconoscibile ben oltre i confini dello sci di fondo: un atleta che non ha mai cambiato posto né abitudini per assomigliare a qualcun altro.
Che cosa fa oggi Maurilio De Zolt
Secondo le informazioni pubblicate nel febbraio 2026, De Zolt vive ancora nelle Dolomiti Bellunesi, vicino a San Pietro di Cadore, e a 75 anni conduce una vita interamente legata alla montagna. In quelle interviste racconta di uscire due volte alla settimana fra sci alpinismo e corsa, di fare legna per l’inverno, di curare un frutteto con meli e peri e piccole vigne, di allevare galline e conigli. Ha spiegato di aver rinunciato agli incarichi da allenatore: preferisce i suoi boschi.
«Quando esco per le mie montagne, tra i miei boschi porto con me gli sci.»
Sempre nel febbraio 2026 è stato tra i protagonisti della cerimonia di chiusura dei Giochi olimpici di Milano Cortina 2026, all’Arena di Verona.
Al suo soprannome è intitolato anche un microbirrificio: «La Birra del Grillo», a Presenaio di San Pietro di Cadore. L’attività è stata avviata nel 2007 dal figlio Luca De Zolt, che la gestisce, mentre Maurilio ne è il testimonial. Le ultime informazioni verificabili sull’azienda risalgono al 2024, quando il birrificio risultava attivo e alla ricerca di un distributore; il sito ufficiale del marchio non è più raggiungibile, quindi non è possibile confermare quale sia la situazione attuale.
Domande frequenti su Maurilio De Zolt
Chi è Maurilio De Zolt?
È un ex fondista italiano, campione olimpico e campione del mondo, soprannominato «il Grillo». Nato a San Pietro di Cadore, in Comelico, ha gareggiato ai massimi livelli dalla fine degli anni Settanta al 1994 con il gruppo sportivo dei Vigili del Fuoco.
Quando è nato Maurilio De Zolt?
Il 25 settembre 1950, a San Pietro di Cadore, nella frazione di Presenaio.
Quanti anni aveva quando vinse l’oro olimpico?
Quarantatré. La staffetta 4×10 km di Lillehammer si corse nel febbraio 1994, pochi mesi prima del suo quarantaquattresimo compleanno: è il fondista più anziano ad aver vinto un oro olimpico.
Perché è soprannominato «il Grillo»?
Per la corporatura minuta e per il modo di affrontare le salite, con una falcata saltellante e aggressiva. Uno stile che ha dato il meglio di sé con l’arrivo della tecnica di pattinaggio.
Dove è nato Maurilio De Zolt?
A San Pietro di Cadore, nella frazione di Presenaio, in Comelico: la valle più settentrionale della provincia di Belluno.
Quante medaglie olimpiche ha vinto?
Tre: l’oro nella staffetta 4×10 km a Lillehammer 1994 e due argenti nella 50 km, a Calgary 1988 e ad Albertville 1992.
Quali sono le sue vittorie più importanti?
L’oro olimpico della staffetta a Lillehammer 1994 e l’oro mondiale nella 50 km a Oberstdorf 1987. A queste si aggiungono 19 titoli italiani e quattro vittorie alla Marcialonga (1986, 1987, 1991, 1992).
Che cosa fa oggi Maurilio De Zolt?
Vive in Comelico e, stando alle interviste pubblicate nel febbraio 2026, continua ad andare in montagna due volte alla settimana fra sci alpinismo e corsa, occupandosi di bosco, frutteto e animali da cortile. Al suo soprannome è intitolato il birrificio «La Birra del Grillo», avviato nel 2007 dal figlio Luca.
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Fonti
- Treccani, Enciclopedia dello Sport
- CONI, scheda del medagliato olimpico
- Fondoitalia, «Tanti auguri al Grillo Maurilio De Zolt» (25 settembre 2020)
- MountainBlog, «Il Piave tra sfida e memoria»: la sfida De Zolt-Moser (2013)
- il Nord Est, «La Birra del Grillo, l’ex campione De Zolt come papa-testimonial» (7 marzo 2024)
- Virgilio Sport, intervista a Maurilio De Zolt (26 febbraio 2026)
- Corriere delle Alpi, i tedofori di Milano Cortina 2026 (13 gennaio 2026)
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Ultimo aggiornamento: 4 settembre 2026.
Il fondo del Comelico e del Cansiglio, la disciplina di De Zolt, è una delle voci della guida allo sport nelle Dolomiti Bellunesi.

