Feltre, tra storia veneziana e Rinascimento

Alle porte delle Dolomiti Bellunesi, Feltre custodisce uno dei centri storici meglio conservati del Veneto: un impianto rinascimentale voluto dalla Serenissima dopo l’incendio del 1509-10, racchiuso entro mura cinquecentesche ancora quasi intatte.

Piazza Maggiore a Feltre con il castello di Alboino
Piazza Maggiore, Feltre. Foto: Giovanni.mello / Wikimedia Commons – CC BY-SA 4.0.

Dalle origini romane alla Serenissima

Le origini di Feltre risalgono all’epoca romana: secondo Plinio il Vecchio la città, abitata in origine dai Reti, divenne municipium lungo la via Claudia Augusta Altinate, l’antica strada che collegava la laguna veneta alla Baviera. Un’area archeologica in piazza del Duomo conserva ancora tracce retiche, romane e altomedievali.

Nel 1404, alla morte del duca Gian Galeazzo Visconti, Feltre si consegnò spontaneamente alla Repubblica di Venezia, aprendo un lungo periodo di prosperità. Durante la guerra della Lega di Cambrai, nel 1509-10, la città fu incendiata e devastata dalle truppe di Massimiliano d’Asburgo. La ricostruzione voluta da Venezia trasformò Feltre in un compiuto scenario rinascimentale, tuttora leggibile nell’impianto urbano che si visita oggi.

Piazza Maggiore, il cuore della città

Piazza Maggiore (ufficialmente piazza Vittorio Emanuele II), su più livelli, è dominata dal mastio del castello di Alboino ed è circondata da palazzi rinascimentali come Palazzo Gazzi, Palazzo Guarnieri e Palazzo Cingolani. Vi si trovano la Fontana Lombardesca (1520) davanti alla chiesa di San Rocco, il monumento a Vittorino da Feltre e quello a Panfilo Castaldi, oltre a un Leone di San Marco. Qui, la prima domenica di agosto, si svolge il tradizionale Palio di Feltre.

Le facciate delle case del centro, in particolare lungo via Mezzaterra e via Borgo Ruga, conservano affreschi cinquecenteschi, alcuni attribuiti al pittore feltrino noto come “Morto da Feltre”.

Porta Oria, una delle porte delle mura venete di Feltre
Porta Oria, Feltre. Foto: Capricornis crispus / Wikimedia Commons – CC BY-SA 4.0.

Le mura e le porte venete

Le mura di Feltre, iniziate nel 1179 su impulso del vescovo Drudo da Camino e completate in forma medievale entro il 1220, furono rinnovate da Venezia tra fine Quattrocento e inizio Cinquecento, con torri bastionate e camere da sparo, secondo un progetto attribuito a Dionisio da Viterbo. Vi si aprono Porta Imperiale, verso via Mezzaterra, Porta Oria, verso Borgo Ruga, che conserva ancora i battenti lignei originali, e Porta Pusterla. Feltre aderisce oggi all’Associazione Città Murate del Veneto.

Il Teatro de La Sena e il Palazzo dei Vescovi

Il Palazzo della Ragione, oggi sede del Municipio in piazzetta delle Biade, ospita al suo interno il Teatro de La Sena, detto anche “Piccola Fenice”: qui nel 1730 debuttarono opere di Carlo Goldoni, e si conserva tuttora un teatrino ligneo del 1802.

Distinto da esso è il Palazzo dei Vescovi, sviluppatosi dal Duecento attorno a due torri urbiche, danneggiato dal terremoto del 1348 e ampliato nei secoli XIV-XV; restaurato a partire dal 1999, dal 2018 ospita il Museo Diocesano. La Concattedrale di San Pietro Apostolo, monumento nazionale fuori dalle antiche mura, custodisce tra l’altro un monolito che fungeva da cattedra vescovile.

Feltre come punto di partenza

Feltre è anche la porta d’accesso ideale al Feltrino e al vicino Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi: da qui partono, tra le altre, la salita al Passo Croce d’Aune, dove nel 1927 nacque l’idea dello sgancio rapido di Tullio Campagnolo, e la gravel da Feltre a Cima Grappa.

Fonti: Wikipedia, Associazione Città Murate del Veneto, Museo Diocesano Belluno-Feltre, Touring Club Italiano.