Sul Lagazuoi e sulla Marmolada, tra il 1915 e il 1917, italiani e austro-ungarici si combatterono a colpi di mine e di gallerie scavate nella roccia e nel ghiaccio. Oggi due musei restituiscono la memoria di quella “guerra bianca” combattuta alle quote più estreme.

Il Lagazuoi, la guerra di mina
Il Lagazuoi (2.835 m) sovrasta il Passo Falzarego, tra Cortina d’Ampezzo e la Val Badia. Tra il 1915 e il 1917 la montagna fu teatro di uno dei fronti più aspri della Grande Guerra tra il Regno d’Italia e l’Impero austro-ungarico: due plotoni di Alpini occuparono le posizioni sul versante sud già nell’ottobre 1915, dando avvio a una lunga guerra di posizione combattuta in quota. Entrambi gli eserciti scavarono nella roccia estesi sistemi di gallerie: gli austro-ungarici fortificarono l’interno del Piccolo Lagazuoi, mentre gli italiani realizzarono lungo la Cengia Martini una galleria di oltre un chilometro, concepita come galleria di mina, fatta brillare nel giugno 1917 con oltre trentamila chilogrammi di esplosivo. Gli austriaci risposero con proprie mine. Nessuno dei due eserciti ottenne una vittoria decisiva sulla vetta; dopo la disfatta di Caporetto, nel novembre 1917, le truppe italiane abbandonarono tutte le posizioni.
Oggi l’area costituisce il Lagazuoi Museo all’aperto della Grande Guerra: un percorso di trincee, gallerie, ricoveri e postazioni per mitragliatrici restaurati e segnalati, visitabile nella stagione estiva. Vi si può camminare lungo il Sentiero Kaiserjäger, ferrata attrezzata con funi metalliche che un tempo collegava il fondovalle alle posizioni sommitali, oppure percorrere l’antica Galleria del Lagazuoi, con un dislivello interno di circa 650 metri tra il Passo Falzarego e il Rifugio Lagazuoi. La cabinovia del Lagazuoi collega comodamente il passo al rifugio, rendendo la vetta accessibile anche senza scalate impegnative.
La Marmolada e la guerra bianca
La Marmolada, con la Punta Penia (3.343 m), è la montagna più alta delle Dolomiti e fu anch’essa fronte di guerra, teatro della cosiddetta “guerra bianca” combattuta tra rocce e ghiacci. Il 13 dicembre 1916, ricordato come il giorno di Santa Lucia, una valanga di circa un milione di metri cubi di neve e ghiaccio travolse le postazioni austro-ungariche, uccidendo circa 300 soldati. Per proteggersi dal fuoco nemico e dalle intemperie, gli austro-ungarici scavarono nel cuore del ghiacciaio un vero labirinto di gallerie e ricoveri, noto come “Città di Ghiaccio”, oggi scomparso a causa del naturale movimento e assottigliamento del ghiacciaio.

Il museo a 3.000 metri
A quota 3.000 metri, su Punta Serauta, sorge il Museo Marmolada Grande Guerra 3000m, il museo più alto d’Europa: fondato da Mario Bartoli e inaugurato il 9 giugno 1990, è stato completamente rinnovato nel 2015 in occasione del centenario del conflitto. Su circa 300 metri quadrati espone reperti, armi, uniformi, documenti, fotografie d’epoca e un allestimento multimediale che racconta la vita dei soldati alle quote più estreme mai raggiunte da un fronte di guerra. Il museo è raggiungibile con la Funivia Marmolada da Malga Ciapela, nel comune di Rocca Pietore.
Come organizzare la visita
Entrambi i siti sono raggiungibili con impianti di risalita (cabinovia del Lagazuoi da Passo Falzarego, funivia Marmolada da Malga Ciapela) e sono accessibili nella stagione estiva; per orari, aperture e condizioni del percorso attrezzato si consiglia di consultare i siti ufficiali prima della visita. Fanno parte di una rete più ampia di musei e sentieri della Grande Guerra che punteggiano le Dolomiti Bellunesi.
Fonti: Wikipedia, lagazuoi.it, Museo Marmolada Grande Guerra, funiviemarmolada.com.

