Belluno crocevia di musica e di Dolomiti

Il flauto di Chantal Ramona Veit vince il “Concorso Musicale Internazionale Città di Belluno 2026” e conquista Belluno: doppietta accademica e Young Jury davanti al pubblico del Teatro Buzzati e all’ingegner Paolo Fazioli

Belluno, 3 maggio 2026 – Ci sono momenti in cui la cronaca di un concorso musicale smette di essere semplice cronaca e diventa qualcosa d’altro. È accaduto oggi pomeriggio sul palco del Teatro Buzzati, durante la Finalissima dell’ottava edizione del Concorso Musicale Internazionale Città di Belluno, quando dalla platea è salito sul palco un signore dall’eleganza discreta e dal nome che, nel mondo del pianoforte, equivale a una garanzia: l’ingegner Paolo Fazioli.

Era venuto a Belluno, semplicemente, per ascoltare le note del proprio pianoforte. Quel Fazioli F278 da concerto, fornito per l’occasione da “Pianoforti Di Marco” di Cervignano del Friuli, che da settimane era diventato compagno di studio e di emozione per i giovani finalisti delle sezioni pianistiche. E davanti alla platea bellunese, prima della proclamazione, ha voluto stringere idealmente la mano agli organizzatori, esprimendo i suoi complimenti per aver portato in finale undici solisti capaci di rappresentare un panorama strumentale di rara ampiezza: dal pianoforte alla chitarra, dal flauto traverso all’ottavino, dall’arpa al violino, fino all’eufonium.

Un costruttore tra il pubblico, non un ospite di rappresentanza

L’ingegner Fazioli sul palco, con Manuela Selvestrel e Matteo Gobbo

Chi conosce Paolo Fazioli sa che il suo non è mai un passaggio formale. L’ingegnere e fondatore della Fazioli Pianoforti di Sacile, che ha portato in pochi decenni un marchio italiano a competere ai massimi livelli mondiali insieme a Steinway, Bösendorfer e Yamaha, ha l’abitudine di ascoltare di persona i propri strumenti suonati nei contesti più diversi. Una sorta di controllo qualità trasformato in ascolto musicale, dove il costruttore torna ad essere, prima di tutto, un appassionato.

La sua presenza al Teatro Buzzati ha avuto qualcosa di emblematico: un piccolo concorso di provincia — nato e cresciuto nelle sale di Palazzo Fulcis e nell’Auditorium di Belluno appena restituito alla città dopo dodici anni di restauri — che riesce ad attrarre l’attenzione di uno dei nomi più rispettati della liuteria pianistica mondiale. Non per consegnare un premio, non per inaugurare una targa, ma per il semplice piacere di sentire suonare ragazzi e ragazze.

Le autorità sul palco: istituzioni, sponsor, territorio

La serata della finalissima ha visto sfilare sul palco una rappresentanza significativa del tessuto istituzionale ed economico del territorio. Per FBP – Cassa di Fassa, Primiero e Belluno, main sponsor della manifestazione, sono saliti i rappresentanti Radamondo e Scopel, sottolineando il ruolo del credito cooperativo a sostegno della cultura giovanile. In rappresentanza della Camera di Commercio di Belluno-Treviso, anch’essa partner del concorso, è intervenuta Ivana Del Pizzol.

In platea hanno seguito la finale il Prefetto di Belluno, Dott. Antonello Roccoberton, l’assessore del Comune di Belluno Lorenza De Kunovich e il consigliere regionale Alessandro Del Bianco, in rappresentanza della Regione Veneto. Una presenza istituzionale corale, che testimonia come il concorso sia ormai considerato a tutti gli effetti un appuntamento strategico per la promozione culturale del territorio dolomitico.

Particolarmente sentito l’intervento del Maestro Rinaldi dell’Associazione Chromatica di Zero Branco (Treviso), accompagnato dal presidente, che ha speso parole accalorate per l’impegno quotidiano della propria associazione nel mantenere viva la fiamma per la musica nei giovani: una formulazione che, da sola, riassume meglio di tante analisi il senso di una manifestazione come questa.

I premi speciali: memoria, talento, emozione

La cerimonia di premiazione ha avuto il suo cuore nei premi speciali, ciascuno con una storia da raccontare.

🎺 Premio Speciale – SI VOLA A Malta!

Andrea Palmarin, l’eufonium da Udine a La Valletta

Il premio speciale Malta è stato assegnato ad Andrea Palmarin, giovane musicista udinese che ha portato sul palco del Buzzati uno strumento ancora più raro nei concorsi classici: l’eufonium, ottone dalla voce calda e baritonale, parente stretto del flicorno tenore.

Il riconoscimento è stato consegnato direttamente da Joseph Lia — baritono, educatore musicale e Artistic Director del prestigioso Malta International Organ Festival, membro della giuria del Concorso bellunese — e prevede un concerto a Malta con viaggio interamente a carico dell’Organ Festival. Per Palmarin si tratta di un’occasione preziosa per portare un timbro insolito su un palcoscenico internazionale.

⭐ Premio Speciale fuori concorso

Victoria Novikova, la piccola pianista che ha conquistato Malta

La storia di Victoria Novikova è di quelle che si raccontano agli amici davanti a un caffè. Ha aperto la serata della finalissima — fuori concorso, vista la giovanissima età — con tre brani al pianoforte. Joseph Lia, già pronto a consegnare il proprio premio Malta ad Andrea Palmarin, è rimasto talmente colpito dall’esecuzione della piccola pianista da fare quello che i premi non prevedevano.

Ha preso il telefono, ha chiamato i responsabili del Malta International Organ Festival, e ha ottenuto in tempo reale l’autorizzazione per un secondo viaggio-premio. Una decisione presa di slancio, fuori da ogni protocollo, che racconta meglio di qualsiasi cerimonia ufficiale cosa significa davvero «riconoscere il talento» sul palco: Victoria volerà a Malta come Andrea, su un palco che riserva di solito a esecutori affermati.

A seguire, sono stati assegnati i tre premi istituzionali della serata.

La giuria dell’Associazione Spirito Nuovo, che ha premiato l’arpista Silvia Cape

Il Premio Riccardo Conati, assegnato dall’Associazione Spirito Nuovo, è andato all’arpista Silvia Cape. A consegnarlo è stato il dottor Gianfranco Conati, ambasciatore onorario di Spirito Nuovo, che ha voluto ricordare la figura del padre Riccardo, grande appassionato di musica. Un premio che d’ora in poi, anno dopo anno, riuscirà a tenere insieme la dimensione del riconoscimento artistico e quella più profonda della memoria affettiva.

Il Premio Young Jury, novità di quest’edizione assegnata dalla giuria composta da giovani musicisti, è stato consegnato a Chantal Ramona Veit, flautista capace di alternare con disinvoltura il flauto traverso e l’ottavino. La motivazione, letta dalla Young Jury, ha posto l’accento sull’emozione trasmessa: un criterio difficile da quantificare ma fondamentale, e i giovani giurati hanno tenuto a sottolineare quanto sia stato complesso scegliere, vista la qualità di tutti i finalisti. La borsa di studio è stata offerta dall’Associazione Bellunesi Volontari del Sangue (ABVS), e a consegnarla è stato lo stesso dottor Conati, qui in rappresentanza dei donatori bellunesi: un cortocircuito felice tra musica e impegno civile, tra arte e dono.

Il verdetto finale del Concorso Città di Belluno

La giuria accademica del Concorso ha confessato apertamente la fatica della scelta, viste l’altezza e l’omogeneità del livello dei concorrenti. Il verdetto finale ha visto sul podio quattro giovanissimi protagonisti, con storie e provenienze diverse.

🥉 3° Premio ex aequo

Arianna Bronzi e Federico Di Luciano, due voci sul gradino più basso

Il terzo posto della finalissima è andato ex aequo alla pianista Arianna Bronzi, originaria di Portogruaro, e al violinista Federico Di Luciano. Una scelta della giuria che la dice lunga sulla difficoltà del verdetto finale: di fronte a due esecuzioni di pari valore in strumenti così diversi, gli accademici hanno preferito la via del riconoscimento condiviso, piuttosto che operare distinzioni forzate.

Per Bronzi, formatasi nella tradizione pianistica del Veneto orientale, è la conferma di un percorso che la inserisce tra i giovani talenti emergenti della regione. Per Di Luciano, il riconoscimento bellunese segna una tappa importante nel suo cammino solistico.

🥈 2° Premio Assoluto + Borsa di Studio

Lira Mandolin Quartet, l’esordio bellunese

Una formazione di recente costituzione che ha scelto Belluno per il proprio esordio sui palchi: i quattro musicisti del Lira Mandolin Quartet arrivano da Udine, Ferrara e Padova, riunendo tre città venete e friulane attorno a una formazione cameristica di rara originalità: due mandolini, una mandola e una chitarra.

Una scelta strumentale che recupera la grande tradizione della liuteria a plettro italiana, troppo spesso confinata ai festival specialistici, e la riporta in un contesto concorsuale di alto livello. La doppietta ottenuta a Belluno — borsa di studio speciale e secondo premio assoluto — è il viatico migliore per un quartetto che, da questa serata, può davvero dirsi lanciato.

🥇 1° Premio Assoluto + Premio Young Jury

Chantal Ramona Veit, il flauto che ha conquistato Belluno

La vincitrice assoluta della finalissima 2026 è Chantal Ramona Veit, una giovane flautista capace di alternare con piena padronanza il flauto traverso e l’ottavino: una doppia abilità che da sola dice molto sulla maturità del percorso musicale.

A coronare la serata, anche il Premio Young Jury assegnato dalla giuria composta da giovani musicisti, che hanno premiato l’emozione trasmessa dalla sua interpretazione. La doppia vittoria — verdetto accademico e voto dei pari età — è il riconoscimento più completo che la finalissima possa offrire: significa aver convinto sia gli esperti che i coetanei.

Undici finalisti, sette strumenti, una sola serata

Il dato che ha più colpito l’ingegner Fazioli, e che merita di essere sottolineato, è proprio quello della varietà strumentale della finalissima. Undici giovani solisti hanno calcato il palcoscenico portando ciascuno la propria voce timbrica:

  • il pianoforte, naturalmente, vero protagonista grazie al Fazioli F278 messo a disposizione per l’occasione;
  • la chitarra, strumento spesso considerato «di nicchia» nei concorsi classici eppure qui valorizzato in pieno;
  • il flauto traverso e l’ottavino, che hanno mostrato la propria duttilità nelle mani della vincitrice Veit;
  • l’arpa, presenza rara e preziosa, frutto anche della collaborazione consolidata con la Fondazione Arpa di Pisa;
  • il violino, anima della tradizione cameristica e solistica italiana;
  • l’eufonium, ottone dalla voce baritonale e calda, presenza inattesa e felicemente sorprendente per un concorso classico.

Una scelta che testimonia la filosofia del concorso voluto dall’Associazione Gocce di Sole APS, presieduta da Manuela Selvestrel, e dalla direzione artistica composta dai maestri Manolo Da Rold, Alessio Nelli e Andrea Moro: non una competizione settoriale, ma un grande contenitore in cui il talento giovanile si misura su tutti i fronti, dal mondo scolastico all’accademico, dal canto moderno al lirico, dalla musica da camera ai cori.

Belluno crocevia di musica e di Dolomiti

Foto ricordo sul palco, con tutti i partecipanti al Concorso

L’edizione 2026 si è sviluppata in 14 giornate di concorso, dal 12 aprile al 3 maggio, con oltre 270 audizioni, circa 1.000 ragazzi coinvolti e 30 commissari di giuria. Le sedi storiche — Palazzo Fulcis e Teatro Buzzati — si sono affiancate quest’anno all’Auditorium di Belluno, finalmente riaperto dopo oltre quindici anni di chiusura. Nel canto lirico hanno partecipato giovani da Cina, Corea, Germania e Portogallo, a confermare una vocazione internazionale che cresce di anno in anno.

L’immagine di Paolo Fazioli che applaude dalla platea bellunese va inserita in questo quadro: una città alpina che, attraverso la musica, si propone come crocevia di esperienze e talenti. Il fatto che un costruttore di pianoforti tra i più ricercati al mondo — i cui strumenti vengono scelti dalle grandi sale di Tokyo, New York e Vienna — abbia ritenuto di essere presente alla finalissima del concorso bellunese, e di salire sul palco per ringraziare gli organizzatori, dice molto sul livello che questa manifestazione ha raggiunto.

Dice anche, forse, qualcosa di più profondo. Dice che la qualità musicale, quando è autentica, non ha bisogno di palcoscenici metropolitani per essere riconosciuta. Può nascere e fiorire in una città di provincia, ai piedi delle Dolomiti, purché ci siano persone disposte a costruirla giorno dopo giorno: organizzatori instancabili, sponsor che credono nel territorio, giurie competenti, famiglie che accompagnano i propri figli, e ragazzi che studiano per ore al pianoforte, alla chitarra, al flauto, all’arpa, al violino, all’eufonium.

L’ingegner Fazioli, salendo sul palco del Buzzati per applaudire gli undici finalisti, ha riconosciuto tutto questo. E ha ricordato a Belluno, semmai ce ne fosse bisogno, che la musica è un linguaggio capace di portare il mondo tra le montagne, e di portare le montagne nel mondo.

Un grazie sincero

Una serata come quella del 3 maggio non si costruisce per caso, e non si costruisce da soli. Un grazie sentito va all’Associazione Gocce di Sole APS e in particolare alla sua presidente Manuela Selvestrel, che da otto edizioni mette passione, energia e visione al servizio dei giovani musicisti.

Un concorso (presentato magistralmente da Matteo Gobbo Trioli) che cresce di anno in anno, che apre nuove sezioni, che attrae giurati e ospiti internazionali, che porta in scena strumenti rari e formazioni inedite: dietro a tutto questo c’è un lavoro quotidiano fatto di telefonate, riunioni, ricerca di sponsor, organizzazione delle giurie, accoglienza dei concorrenti. Un lavoro che troppo spesso si dà per scontato, e che invece va riconosciuto.

Un ringraziamento speciale va anche all’Associazione Bellunesi nel Mondo, che ha mandato in onda la diretta Facebook della serata, permettendo agli emigrati bellunesi sparsi nei cinque continenti di seguire passo passo la finalissima dal proprio salotto. Un gesto coerente con la missione storica dell’associazione: tenere insieme una comunità che, da sempre, vive divisa tra il proprio territorio d’origine e i luoghi di lavoro lontani. Anche così la musica diventa ponte.

📺 Rivedi la serata integrale

La diretta integrale della finalissima è disponibile su YouTube grazie a Bellunesi nel Mondo:

▶ Guarda la finalissima completa


Il Concorso Musicale Internazionale Città di Belluno è organizzato dall’Associazione Gocce di Sole APS, in collaborazione con il Comune di Belluno. Gode del patrocinio della Provincia di Belluno, della Fondazione Teatri delle Dolomiti, di ANCI, ASAC Veneto, AICS, ABVS, Inner Wheel, Spirito Nuovo e Fondazione Efesto. Main sponsor: FBP – Cassa di Fassa, Primiero e Belluno. Sponsor: Lattebusche, Farmacie Dolomiti, Giesse Risarcimento Danni, Biasiotto Vini, OLItalia Modena, Assicurazioni VHV.

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