Le vetrine di Belluno, finestre sull’arte

“Città sospese” e “Angoli di Belluno”: quando le idee camminano nel tempo.

In questi giorni le vetrine di Belluno stanno diventando vere e proprie finestre sull’arte, capaci di raccontare il centro storico attraverso immagini, memoria e creatività.

Dal 15 novembre 2025 al 31 gennaio 2026 il centro storico di Belluno vivrà un momento di attenzione e curiosità grazie alla mostra diffusa “Città Sospese”, che ha riportato immagini, arte e riflessione nelle vetrine sfitte del centro storico, arrivando giustamente anche all’attenzione dei media nazionali, con un servizio dedicato della RAI.

È un segnale positivo: significa che il tema della valorizzazione del nostro centro cittadino attraverso le vetrine vuote è sentito, attuale e necessario.

Proprio per questo sento il desiderio di ricordare che questa visione era già stata condivisa, strutturata e resa pubblica tra il 2021 e il 2022, attraverso un nostro progetto chiamato “Gli Angoli di Belluno”.

Un’idea nata dal basso, già nel 2021

Il progetto Gli Angoli di Belluno era nato raccogliendo e sviluppando un’intuizione del consigliere comunale (oggi assessore alla cultura) Raffaele Addamiano, che già nei primi mesi del 2021 aveva proposto di fare qualcosa di concreto per restituire dignità e bellezza alle numerose vetrine sfitte del centro.

Con fondi personali, Addamiano fece stampare un centinaio di poster raffiguranti una suggestiva immagine di Piazza dei Martiri, mettendoli a disposizione dei proprietari di negozi sfitti come primo gesto simbolico di cura verso la città.

Dalla reazione al vandalismo a una proposta strutturata

Nell’autunno 2021, il centro storico di Belluno fu colpito da una notte di vandalismi che lasciò decine di vetrine imbrattate, costringendo proprietari e commercianti a intervenire personalmente per ripulirle.

Fu anche da quel momento che maturò in me una convinzione chiara:
i centri storici delle nostre città non hanno bisogno di gesti distruttivi mascherati da arte, ma di idee costruttive, condivise e rispettose della città.

Da qui nacque l’evoluzione del progetto: non solo immagini, ma informazione, racconto e identità.

Gli Angoli di Belluno: vetrine come Info Point urbani

Gli Angoli di Belluno furono pensati come Info Point diffusi, allestiti nelle vetrine sfitte del centro, con:

  • pannelli informativi e fotografici

  • racconti, curiosità e contenuti culturali

  • QR code collegati a pagine web dedicate

  • un’attenzione particolare al turista e al cittadino, per stimolare scoperta, consapevolezza e amore per il territorio

Un progetto semplice ma strutturato, pensato in collaborazione con proprietari e gestori, e con una chiara finalità di valorizzazione urbana e turistica.

Il tutto documentato pubblicamente già allora, come dimostra la pagina dedicata:
👉 Gli Angoli di Belluno – dolomitibelluno.it

Le idee non si possiedono, ma si riconoscono

È importante dirlo con chiarezza,le idee non sono brevetti, e quando sono buone è naturale che tornino, evolvano, vengano riprese e reinterpretate.

“Città Sospese” è oggi una realtà visibile e apprezzata, che ha sostituito proprio i pannelli usati in alcuni dei nostri “info point”, e questo non può che fare piacere a chi, anni fa, aveva già immaginato un centro città che parlasse attraverso le sue vetrine, anziché rimanere in silenzio.

Rivendicare oggi Gli Angoli di Belluno non significa togliere valore a ciò che esiste, ma ricostruire una continuità, riconoscere che certe visioni hanno radici, e che Belluno cresce quando le idee vengono ascoltate, coltivate e portate avanti nel tempo.

Un possibile passo successivo: raccontare gli angoli storici di Belluno

Proprio perché Città Sospese ha saputo accendere l’attenzione e stimolare uno sguardo nuovo sugli spazi vuoti del centro, il mio auspicio è che gli ideatori possano ora pensare a una nuova situazione artistica ed espositiva, complementare a quella attuale.

Un’evoluzione naturale potrebbe essere quella di portare cittadini e visitatori alla scoperta degli angoli storici della città di Belluno, come era nelle intenzioni originarie del progetto Gli Angoli di Belluno: non solo immagini contemporanee, ma racconto della memoria urbana, delle vie, delle piazze e dei luoghi meno noti che hanno costruito l’identità della città.

In questo senso, la rielaborazione artistica di vecchie fotografie storiche, accostate o reinterpretate in chiave contemporanea, potrebbe diventare uno strumento potente, creando un dialogo visivo tra com’era e com’è, capace di emozionare, educare e rafforzare il legame tra Belluno e chi la vive o la visita.

Sarebbe un modo per trasformare ancora una volta le vetrine in finestre sulla storia, facendo del centro cittadino non solo uno spazio espositivo, ma un vero e proprio percorso narrativo a cielo aperto, dove arte, memoria e territorio camminano insieme.

Uno sguardo comune verso il futuro

Se oggi Belluno parla di vetrine, arte, immagini e rigenerazione urbana, significa che la direzione è quella giusta.

L’auspicio è che questa attenzione non resti episodica, ma diventi un metodo, capace di coinvolgere cittadini, istituzioni, attività economiche e mondo culturale.

Perché una città bella non è quella senza vuoti, ma quella che sa trasformare i vuoti in occasioni.

Michele Sacchet

 

 

 

 

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