Tradizioni popolari nelle Dolomiti Bellunesi

Feste patronali, cori di montagna, mercatini e lingue diverse convivono nelle Dolomiti Bellunesi: un territorio di confine dove la cultura veneta incontra quella ladina e le tracce di antichi insediamenti germanici.

Feste patronali e sagre di paese

Le feste patronali restano il fulcro dell’anno sociale di molti paesi delle Dolomiti Bellunesi: sagre organizzate attorno al santo patrono, spesso con processioni religiose, bancarelle e momenti di convivialità, e in alcune località con l’uso di costumi tradizionali in occasione di ricorrenze e rievocazioni storiche. Tra le manifestazioni folkloristiche più caratteristiche vi è il Carnevale di Sappada (Plodar Vosenòcht), noto per le maschere dei Rollate, figure in costume tradizionale che sfilano per il paese secondo un rito legato al calendario agro-pastorale.

Cori alpini, la voce della montagna

Il Bellunese è terra di forte tradizione corale: i cori di montagna, a impronta polifonica, sono diffusi in quasi ogni vallata e affondano le radici nella cultura degli Alpini. Molti fanno capo alle sezioni locali dell’Associazione Nazionale Alpini, che a livello nazionale promuove numerosi cori e fanfare, mentre altri sono legati alle sezioni del Club Alpino Italiano. Il repertorio spazia dai canti popolari e pastorali ai canti degli Alpini legati alla memoria della Grande Guerra, combattuta anche su queste montagne, come raccontano i musei del Lagazuoi e della Marmolada.

Veduta di Arabba, frazione di Livinallongo del Col di Lana
Arabba, frazione di Livinallongo del Col di Lana, comune ladinofono del Bellunese. Foto: Elborgo / Wikimedia Commons – CC BY 3.0.

Un territorio di più lingue e culture

Il Bellunese è terra di confine linguistico e culturale. I comuni di Livinallongo del Col di Lana e Colle Santa Lucia sono storicamente ladinofoni e, insieme a Cortina d’Ampezzo, dove il ladino ampezzano convive con il veneto oggi maggioritario, nel 2000 hanno deliberato l’appartenenza alla minoranza linguistica ladina. Un istituto culturale più ampio, l’Istituto Ladin de la Dolomites, promuove la cultura ladina in un’area assai più vasta, tra Agordino, Cadore, Comelico e Zoldano, dove convive un dialetto di transizione veneto-ladino, che diventa via via più marcatamente ladino spostandosi verso nord.

Un capitolo a parte riguarda le tracce di antiche migrazioni germaniche: la comunità di Sappada, secondo la tradizione fondata da coloni giunti dal Tirolo orientale tra X e XI secolo, parla ancora oggi il Plodarisch, una varietà bavarese-tirolese affine ai dialetti di Sauris e Timau in Friuli. Sappada è appartenuta alla provincia di Belluno fino al 2017, quando, dopo un referendum consultivo, è stata distaccata dal Veneto e aggregata alla provincia di Udine.

Maschera tradizionale del Rollate, Carnevale di Sappada
Maschera del Rollate, Carnevale di Sappada. Foto: Luca Giarelli / Wikimedia Commons – CC0.

Mercatini e prodotti del territorio

La vita locale si esprime anche attraverso mercatini dell’artigianato e mercati gastronomici, frequenti nei mesi estivi e nel periodo natalizio, con prodotti tipici come formaggi di malga, miele e prodotti del bosco, e manufatti artigianali in legno e lana, spesso organizzati dalle Pro Loco dei singoli paesi.

Fonti: Wikipedia, Istituto Ladin de la Dolomites, Associazione Nazionale Alpini, visitsappada.it.